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Alla scoperta della Norvegia nazista

Durante la Seconda Guerra Mondiale la maggior parte dei Paesi europei venne convolta, considerando sia quelli esposti in prima fila sia i loro sostenitori. L’imposizione di governi collaborazionisti fu una pratica adottata in varie regioni del continente, a partire dalla Repubblica di Vichy in Francia fino alla Bosnia. Sicuramente però uno dei casi più curiosi fu quello della Norvegia.

Il teatro scandinavo della seconda guerra mondiale era uno dei più dinamici, in quanto garantiva una posizione strategica di alto livello e per questo sin da subito Churchill tentò di convincere il Parlamento a proteggere i porti norvegesi, fallendo. Infatti, tra i sostenitori della Triplice Alleanza le preoccupazioni erano dirette alla possibile chiusura dell’asse commerciale tra  Scozia e Norvegia, bloccando così gli scambi con la Germania nazista. Questo gioco di alleanze in realtà era reso esplicito dalla visione filo-britannica da sempre mantenuta dal governo di Oslo. Ma tutto fu sconvolto dall’incidente dell’Altmark.

Nel febbraio del 1940 la petroliera Altmark stava rientrando in acque europee con 303 prigionieri inglesi, catturati durante le razzie commesse nell’Atlantico insieme alla corazzata Graaf Speed. Intercettata dal cacciatorpediniere Cossack, cercò rifugio in un fiordo norvegese. Nonostante fosse nota la neutralità della nazione scandinava, l’Altmark venne abbattuta. La neutralità delle acque territoriali norvegesi venne così violata prima dai Tedeschi e poi dai Britannici. L'azione, voluta direttamente da Churchill, creò un clima incandescente nell'opinione pubblica norvegese, a causa della violazione eclatante degli accordi internazionali. Entrambi i belligeranti ritennero che da lì in poi la Norvegia sarebbe stata ancora violata e che per questo bisognasse agire il più presto possibile. Vennero accelerati i piani di invasione.

Il 9 aprile 1940 la Germania invase la Norvegia. Con la conquista della Danimarca, che influì molto con le sue basi navali sulla vittoria nazista, l’operazione Weserubüng giunse alla sua conclusione. Ma a differenza della “passeggiata“ militare tedesca in terra danese, la resistenza norvegese non fu così blanda, anzi impegnò le truppe del Führer fino agli inizi di giugno. Con il governo in esilio in Gran Bretagna, la situazione venne presa in mano da Vidkun Quisling, che proclamò il colpo di Stato via radio, si nominò primo ministro e impostò una politica totalmente collaborazionista. Il politico norvegese temeva che il potere finisse direttamente nelle mani dei nazisti ed essendo iscritto al partito di Hitler, sfruttò la confusione generata dall’invasione per prendere il potere politico e militare.

In ogni caso la realtà dei fatti mostrava come Quisling avesse scarso appoggio dalla popolazione e per questo il suo governo durò solamente cinque giorni, dopo i quali Josef Terboven fu nominato Reichskommissar, l'incarico più elevato in Norvegia, agli ordini diretti del Führer. Il rapporto tra Quisling e Terboven fu teso anche se quest'ultimo, considerando probabilmente un vantaggio avere un norvegese in un'apparente posizione di potere, per ridurre il risentimento della popolazione nominò Quisling Presidente dei Ministri il 1º febbraio 1942.

Rimase al potere finchè nel maggio del ’45 venne arrestato e condannato a morte dopo un processo per alto tradimento. Resterà però eterno il nome “quisling”, che durante la guerra era usato per indicare i vari capi collaborazionisti, mentre con la liberazione della Norvegia, divenne sinonimo di tradimento.

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