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Alleanza Ferrari-Germania? Mi ritorni in mente...

Onestamente, vedere un pilota tedesco che dirige l’inno italiano dal gradino più alto del podio, un po’ mancava a tutti. Come non tornare indietro a quel 2006, quando in Cina Michael Schumacher trionfò per la settantaduesima e ultima volta alla guida di una Ferrari. Sono passati tanti anni e il kaiser è uscito dalla Formula 1, poi è rientrato dalla porta di servizio ed infine ha cercato di fare il padre nobile a tempo pieno, fino a quell’incidente tragico del dicembre di due anni fa. Nel frattempo la Ferrari vinceva un Mondiale con Raikkonen, ne sfiorava due con Alonso ma per mille motivi non tornò mai ad essere regina. La crisi degli ultimi due anni ha aggravato tutto, tre team principal si sono susseguiti e le lotte interne alla scuderia non hanno facilitato il lavoro di ingegneri e piloti. Ma dalla fine dell’anno scorso qualcosa è cambiato. A sorpresa la Ferrari si accorda proprio con quel Vettel, capace di vincere 4 Mondiali con la Red Bull e trionfare a Monza a soli 21 anni (record assoluto per la Formula 1), che da sempre sente un legame fortissimo con la Ferrari. In inverno Sebastian rinuncia a molti giorni di vacanza per provare la sua nuova monoposto arrivando vicino anche alle Mercedes che sembravano così distanti l’anno scorso. Ma il sogno è solo all’inizio. Comincia il Mondiale e alle prime qualifiche Sebastian è già in seconda fila e addirittura in gara conquista un podio che pochi pronosticavano alla vigilia. Tra gli addetti ai lavori comincia a spargersi un’idea: la Ferrari quest’anno fa davvero paura. Il 'circus' si sposta in Malesia dove già in qualifica arriva la prima sorpresa, a fianco del solito Hamilton in pole position non c’è il suo compagno-nemico Rosberg ma un altro tedesco: Sebastian Vettel, le certezze delle Frecce d’Argento non sono poi cosi salde. Inizia la gara e una safety car spinge molti piloti a cambiare subito le gomme. La Ferrari no. Nella girandola dei pit stop Sebastian finisce dietro ma pian piano rimonta, supera tutti fino ad arrivare al campione del mondo inarrivabile, Lewis Hamilton. Vettel è primo su una Ferrari. Dichiarerà che anche lui non ci credeva molto. Il team radio dopo la bandiera a scacchi è da pelle d’oca, sentire la gioia incontenibile di un ragazzo che era partito da lontano e che davvero teneva moltissimo a questa scuderia fa riscoppiare la passione e l’orgoglio italiano per la Ferrari. Il Mondiale è solo all’inizio, ci vuole calma e umiltà ma quando un tedesco dirige l’inno di Mameli sul podio, forse sono gli altri ad essere un po’ meno tranquilli.
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