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Renzi cambia il sistema di ripartizione dei fondi alle università ma...

Aveva detto: “Parlerò in modo molto meno accademico e diplomatico”, ma nessuno dei presenti in sala conferenze si sarebbe aspettato tanta schiettezza. Terminata la conferenza al politecnico di Torino, le polemiche non sono tardate ad arrivare.  Vengono criticati sia i toni che i contenuti del discorso di Matteo Renzi. A suo dire è innegabile che nel nostro Paese ci siano Università più efficienti di altre, ma i termini “Serie A e B” utilizzati, forse imprudentemente, dal primo ministro, hanno indispettito molti ambienti accademici. Il leader del Pd ha continuato: “Se nelle università abbiamo paura delle classifiche, allora abbiamo paura della realtà” facendo un chiaro riferimento alle polemiche che ogni anno seguono l’uscita della graduatoria stilata dall’Anvur (Agenzia Nazionale del Sistema Universitario e della Ricerca) sulla qualità delle Università italiane. Questa classificazione serve come indicatore per il governo per la suddivisione di una quota di finanziamenti. Infatti gli atenei segnalati come più meritevoli ricevono, in aggiunta alla quota di base, un premio sulla qualità. Nella legge di Stabilità del 2015 il Ffo, il Fondo di finanziamento ordinario delle Università, è stato incrementato di 150 milioni di euro, ma la totalità di questa somma è stata aggiunta alla quota premiale (che nell'ultimo anno è aumentata dal 13,5% al 18%). La critica mossa da una parte degli osservatori è che, in questa maniera, il divario esistente tra le cosiddette Università di Serie A e Università di Serie B tende ad aumentare vertiginosamente.  Secondo alcuni, il compito principale dello Stato dovrebbe essere quello di sostenere gli atenei più in difficoltà poiché il rischio è che, in un futuro prossimo, potremmo trovarci dinnanzi ad Università di ancora più scadenti. Le critiche riguardano anche i parametri utilizzati dall’Anvur nella sua valutazione e, spesso e volentieri, vengono messe in discussione anche la terzietà e l’imparzialità di questo Ente. A difesa di Matteo Renzi e di questo sistema, ancora in fase di collaudo, c’è chi sostiene che questa quota sia il giusto compenso per le Università che hanno investito meglio i fondi avuti a disposizione negli anni. Nel discorso del premier vengono distinti meticolosamente i termini uguaglianza ed egualitarismo. Inoltre la competizione che si è venuta a creare successivamente all'istituzione di questa somma premio è considerata ampiamente costruttiva perché incita gli atenei ad aumentare i propri sforzi per ottenere una maggiore efficienza. Le opinioni sono ancora contrastanti e il dibattito rimane aperto; l’unica certezza è che il capo del governo ha preso con fermezza una posizione scomoda e difficilmente accettabile per molti.
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Samuele Casadei

Università degli Studi di Milano. Studente di Scienze Politiche. Dietro il tipico tamarro di periferia si cela un sentimentalone amante della poesia e della natura. Ritiene la musica l’arte più incantevole di tutte e si diletta nell’ascolto dei gruppi Indie più disparati. Sa di non sapere, quindi sa.

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