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Assenza di investimenti e numero chiuso stanno affossando l’università

  In calo il numero dei laureati, circa cinquantamila in meno nel mezzogiorno I dati diffusi dal Miur sono impietosi e parlano chiaro, in un decennio solo al sud Italia si sono persi circa quarantacinquemila iscritti. Un quadro complesso quello che si evince dall’Anagrafe nazionale degli studenti elaborata dal ministero di viale Trastevere. Pochissime le realtà universitarie che si salvano. L’Unione degli universitari che ha analizzato questi dati ha registrato anche un calo progressivo dei laureati evidenziando così una dispersione universitaria piuttosto preoccupante. Un quadro allarmante se visto alla luce dei tagli che ha subito il fondo di finanziamento ordinario degli atenei. Inoltre le sempre minori risorse dedicate al diritto allo studio unite a meccanismi di autovalutazione machiavellici, come quelli dell’autovalutazione per determinare le prestazioni degli atenei e determinare quindi i fondi che vengono destinati da Roma alle singole università, stanno portando al collasso molte realtà universitarie italiane e farne le spese come sempre sono gli studenti. Il capitolo dell’accesso programmato e del numero chiuso al centro del braccio di ferro tra studenti e ministero va a completare una situazione divenuta quasi insostenibile. Abbiamo parlato di questi e di altri problemi legati al mondo dell’università con l’avvocato dell’Unione degli universitari Michele Bonetti, vincitore di diversi ricorsi contro il numero chiuso e nell’ambito dell’accesso ai corsi di specializzazione. https://vimeo.com/130319439
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