Ti trovi qui: / / Brace yourself, Greenland is coming

Brace yourself, Greenland is coming

Se vi è mai capitato di guardare “I sogni segreti di Walter Mitty”, il film del 2013 di e con Ben Stiller, non potrete aver dimenticato il paesaggio della Groenlandia (no, non mentre è sullo skate: quella è l’Islanda). Walter guarda entusiasta fuori dal finestrino del suo primo viaggio e scopre davanti a sé coste verdi e desolate.
Tra l’altro, Groenlandia a parte, è una pellicola che consiglio vivamente a chiunque sia alla ricerca non solo di un viaggio, ma di se stesso.

Ma torniamo a noi.
Abitata da 56.500 anime distribuite su un territorio di 2.166.086 chilometri quadrati (densità pari a 0,028 abitanti/chilometro quadrato), questa terra è sede di spettacoli incredibili e culla di gran parte degli iceberg che fluttuano negli oceani – per intenderci, quello con cui andò a schiantarsi il Titanic proveniva proprio da qui.
Popolazioni Inuit originarie dell’Alaska sono i primi ad approdare sulle sue coste circa 4000 anni fa. La vita su quella che è oggi considerata la più grande isola del mondo non è però mai stata facile e porta velocemente l’estinzione a chiunque tenti di insediarvisi. La colonizzazione più importante risale al tempo dei Vichinghi, ai quali dobbiamo anche il suo nome. Il termine Grønland, infatti, significa letteralmente “terra verde”, ma non si sa con esattezza se questa fosse semplicemente una forma di promozione dell’area affinché la gente vi si trasferisse o se davvero, all’epoca, le sue coste fossero verdi e rigogliose.

Il suo territorio è ricoperto per l’84% da ghiacci, per cui l’attività umana è concentrata principalmente sulle coste. Qui si trova anche la sua capitale Nuuk: una cittadina di circa 17 mila abitanti.
Sempre sulla costa, ma molto più a nord della capitale, troviamo la cittadina di Ilulissat situata nella baia di Disko. In questo posto, potrete trovare casette in legno tipiche del paesaggio groenlandese alternate a costruzioni moderne anch’esse caratterizzate da colori vivaci. Per gli appassionati, la zona è considerata uno dei luoghi prediletti degli iceberg.

Per restare in tema, non molto distante dalla cittadina, vi è il fiordo Kangia. Quest’immensa e magnifica area è patrimonio dell’UNESCO ed è costituita da un ammasso di ghiacci, la maggior parte galleggianti. Il fiordo è alimentato dal Sermeq Kujalleq (il ghiacciaio del Sud) che, dopo l’Antartide, è il maggior produttore di iceberg. Ricordate che il fiordo non solo è visitabile a piedi, ma c’è anche la possibilità di zizzagare tra i ghiacci con un battello.

Un’altra zona interessante da visitare è quella interna, raggiungibile atterrando a Kangerlussuaq. Da qui si giunge in un quarantina di chilometri di strada sterrata all’altipiano ghiacciato che fa da padrone in Groenlandia: l’Inland Ice Cap. Qua e là lungo la strada immersa tra i ghiacci, si scorge qualche roccia; fateci attenzione perché queste sono tra le più antiche al mondo. Lo spettacolo più intrigante, però, è offerto dai colori dei muri e crepacci di ghiaccio che costituiscono l’altipiano.

Se invece volete provare un’esperienza unica con cani e slitta, sappiate che sull’isola di Disko (di fronte alla baia omonima già citata) è possibile approfittarne tutto l’anno, mentre, nella regione a nord della costa occidentale e nella costa orientale, le escursioni si svolgono soprattutto nei mesi primaverili. Per gli abitanti della zona, le slitte rappresentano uno dei pochi mezzi sempre utilizzabili per spostarsi da una città all'altra; in Groenlandia, le strade si limitano a collegare le abitaizioni di uno stesso paese, ma non aspettatevi di trovarne molte al di fuori di questi. 

Infine, perché spingersi tanto a Nord e tanto al freddo se non per vedere l’aurora boreale? Allontanandosi di pochi chilometri dal centro di Kangerlussuaq, ci si ritrova immersi nel buio e, con una probabilità che in questa zona arriva al 99%, si ha la possibilità di vedere lo spettacolo offerto da svariati colori che illuminano la volta celeste di questa terra. Le luci sembrano danzare vorticando e vi lasceranno un ricordo permanente.

Se volete avere un'idea di ciò che vi attende e dello spirito adatto per affrontare questa terra selvaggia, date un'occhiata ai libri di Robert Peroni: un ex esploratore altotesino che, dopo aver vagato a piedi tra le sue radure desolate, ha deciso di trasferirvisi. Ora vive insieme agli Inuit e gestisce un albergo/rifugio sulle coste. 

I ghiacci vi attendono. Per cui tuta termica, zaino in spalla e buon’avventura!

Licenza Creative Commons
Condizioni d'uso e riproduzione

Il valore aggiunto del volontariato : AIESEC

Il volontariato è un comportamento sociale che nasce da una decisione personale e intima, scaturita dalle emozioni profonde di aiuto verso chi ha bisogno.

Uno Stato fallito e un popolo prigioniero: il Venezuela di Maduro

Crollo del petrolio, una rivoluzione incompiuta e un presidente sempre più potente

Una chiacchierata con David Grossman

l'autore israeliano incanta Chiasso Letteraria con i suoi racconti.