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Cannabis Libera Tutti

La questione è vecchia e stravecchia ma l’argomento è destinato a far parlare di se ogni qual volta viene rispolverato da un nostalgico partito di sinistra. Il tema della liberalizzazione delle droghe leggere divide incredibilmente ancora a metà il nostro paese e a niente son serviti gli esempi negli anni di Olanda, Spagna, e addirittura di qualche impavido Stato a stelle e strisce che caparbiamente sono riusciti a rendere legale l’utilizzo ludico di cannabinoidi.

In Italia i diversivi per la mente dannosi alla salute già legalizzati nel corso della storia sono tanti: alcool, tabacco, gioco d’azzardo, psicofarmaci, in alcuni sprazzi di lucidità anche la prostituzione, ma l’immagine dei luridi capelloni ‘senza dio’ che fumano gli spinelli non è mai stata veramente superata. Comunisti! E si chiudeva qui.

Oggi, forse, qualcosa sta cambiando. Dopo la bocciatura dello scorso anno da parte della Corte Costituzionale infatti, della cosiddetta Fini-Giovanardi, l’ultima legiferata in materia definita “inefficiente soprattutto in tema di corruzione”, lo scorso 15 luglio il tema è tornato attuale e la notizia è rimbalzata tra le diverse testate giornalistiche e ha trovato un grosso eco anche sui social. E’ stato infatti presentato alla Camera dei Deputati un nuovo disegno di legge sulla liberalizzazione della cannabis ad uso ricreativo firmato da ben 218 parlamentari bipartisan.

Molti grillini, l’intero gruppo Sel, centristi e berlusconiani si sono infatti trovati d’accordo nel scrivere che “l’opzione antiproibizionista non è più semplicemente un’idea, ma una concreta strategia di governo con effetti positivi sul piano sociale, sanitario e del contrasto alle associazioni criminali”.

La proposta, da intendersi come una vera e propria svolta quantomeno culturale, prevede infatti il libero possesso fino a 15 grammi di prodotto, (solo 5 però al di fuori delle mura domestiche), la possibilità di coltivare privatamente fino a un massimo di 5 piante, previa comunicazione all’ufficio Monopolio di zona e l’impegno a creare i “Cannabis Social Club”, associazioni no profit che, sul modello spagnolo sarebbero autorizzati alla vendita al dettaglio ai soli italiani maggiorenni. Al di fuori di questi club rimarrebbe, ovviamente vietata sia la vendita che il consumo.

Per darvi un’idea dei risvolti economici derivanti dalla legalizzazione, in Colorado, l’importo derivato dalle tasse sulla vendita e sulla produzione legale di marijuana è stato pari a 50 milioni di dollari in un anno. In Italia il 5% degli introiti derivanti da questo business sarebbero, secondo la proposta, destinati al Fondo Nazionale per la lotta alla droga (quella vera).

Il ddl sdogana anche l’utilizzo terapeutico della pianta, già formalmente previsto in Italia ma burocraticamente impedito nella sostanza. Il Dottor Nunzio Sanatalucia, specializzato in tossicologia medica,  interrogato da Saverio Tommasi sull’aspetto ludico, spiega: “la dose letale di cannabis, non esiste, si dovrebbe ipotizzare qualcosa come 4000 dosi efficaci a uno; si pensi che per l’alcool, al primo posto nelle dipendenze, se ne stimano 4 a 1.”

E ancora, sul settimanale “Oggi” un’intervista allo stimato oncologo Umberto Veronesi ci rassicura: “la marijuana non fa male, i danni celebrali derivati dallo spinello sono praticamente inesistenti, lo dico come medico ma soprattutto come padre di famiglia”.

Ma, nonostante queste stimate tesi, l’entusiasmo in Italia è stato frenato dai soliti vecchi cliché legati al solito finto bigottismo chiama voti. La risposta della Lega ai numerosi interventi da parte di centinaia di specialisti è stata infatti: “no, perché la marijuana fa male” un argomentazione sostanzialmente nulla.

In realtà esempi concreti evidenziano che dove c’è legalità e controllo, l’uso e il consumo tra i più giovani è in netto calo.

Ci basti pensare a come è cambiata nel tempo la vendita del tabacco: una quindicina di anni fa potevo acquistare liberamente le sigarette prima di entrare al liceo, o dal tabaccaio o al selfservice automatico. Oggi, con l’introduzione dell’uso della tessera sanitaria per l’acquisto del tabacco, e con l’inasprimento delle multe ai venditori qualora colti ad infrangere le regole, l’uso e il consumo tra i giovanissimi è in notevole diminuzione, a dimostrazione che se la legge è sensata e ben fatta, è più facile applicarla e porterà più rapidamente a risultati efficaci creando maggior consapevolezza e educando al meglio la coscienza di tutti i cittadini.

Il testo integrale del decreto di legge all’indirizzo:

http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2015/07/Cannabisddl2015.pdf

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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