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Cinquanta sfumature di banale voyerismo

Partiamo dagli albori. Quando è uscito il libro, nel lontano 2011, si gridava allo scandalo e alla svolta nel campo della letteratura erotica anche se, nel leggerlo, ci si trova davanti a un normalissimo Harmony vecchio come il mondo.

2015: esce nelle sale la trasposizione cinematografica del primo capitolo della saga, Cinquanta sfumature di grigio. Essendo la trama incentrata sul rapporto – prettamente fisico – dei protagonisti, era facile cadere in errore, realizzando un film al limite del pornografico. L’unica cosa che nessuno avrebbe mai pronosticato e che invece è successa – sia a me che confrontando diverse opinioni - è il senso di noia che si prova durante la visione. Pur trattando argomenti considerati hot e scene al limite dell’esplicito, il risultato finale è una grande farsa fatta di recitazione a tratti comica dal tanto che è scadente, una trama inesistente e la coppia dei protagonisti talmente mal assortita che sembra che si odino anche nei momenti più intimi.

La mia non vuole essere una critica fine a sé stessa o per partito preso, tutt’altro. Ho guardato il film proprio perché tutti ne parlavano e volevo farmi un’idea. Ciò che ne ho tratto è che è, in fondo, sia tutta apparenza e poca sostanza. Come spesso capita, la parte fondamentale di pubblicità è stata fatta dai giornali, televisione, interviste, che ne hanno tratteggiato le caratteristiche di film evento e unico nel suo genere. Tutta questa bolla di sapone, però, è esplosa nel momento dell’uscita e del confronto diretto con il pubblico, quando si è scoperto che non era niente di più che una normalissima pellicola di larga diffusione, una “commercialata” per dirla in parole semplici.

 Questa sua caratteristica di avere scene esplicite porta a un impoverimento della già scarna trama del libro, accontentando quella voglia di immagini “proibite” legate alla sessualità, quasi una visione da voyeur che spia dalla serratura della porta.

Il paradosso per me è la scelta di proporlo proprio in concomitanza della festa di San Valentino, dell’amore e degli innamorati, quando invece nel film l’aspetto più romantico dell’amore viene brutalmente eliminato in favore della rappresentazione di TUTTI i momenti in cui i protagonisti sono insieme a letto o nella stanza dei giochi del signor Gray. Insomma, alla quarta volta che iniziano avete già in mano il cellulare e controllate la casella secondaria di posta elettronica che è chiusa da mesi, pur di far passare il tempo.

Giusto in questi giorni è uscito il secondo capitolo, Cinquanta sfumature di Nero, che non ho ancora avuto il piacere di vedere. Se è come il primo, posso darvi un unico consiglio: entrate a vederlo con la voglia di ridere e fare battute e ne uscirete in lacrime dalle risate. Provare per credere.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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