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CONCERTO DEL 1º MAGGIO: DOV'È LA VERA MUSICA?

 

Sicuramente dal punto di vista lavorativo non stiamo vivendo un bel periodo, soprattutto noi giovani: la disoccupazione giovanile sfiora il 40% per non parlare delle situazioni di precariato. 

Possiamo consolarci:dal punto di vista musicale non siamo messi meglio, un esempio sono i festival durante le ricorrenze festive come quello appena trascorso, il “ Concertone”  del 1° Maggio.

Elio e le Storie Tese hanno anche scritto un pezzo molto divertente al riguardo, nel suo cinismo, sottolineando come ci siano realtà musicali che vivono praticamente solo su quel palco, realtà che si muovono goffamente tra musiche balcaniche, rock stonato e sghembo, Belle ciao e violini tzigani.

Per qualche strana coincidenza, sembra proprio che le canzoni proposte sul palco dovessero rappresentare in tutto e per tutto il periodo oscuro che stiamo vivendo, nel lavoro, nella società e nella musica.

Lo stridere di violini lo trovo adatto al contesto, come quelle belle cantanti e percussioniste con ampie gonne a fiori che suonano tamburi dalle forme più disparate.

La prima cosa ad avermi colpito è stato il ridondare di Rapper vestiti come se fossero appena usciti dal Bronx, completamente fuori contesto e fuori tempo ( dategli voi l’accezione che preferite a quest’ultima) ,stonature evidenti mentre Clementino si improvvisava comico nonché presentatore. In tutto ciò,la povera CamilaRaznovich è rimasta senza voce poco dopo l’inizio del concerto.

Si susseguono a raffica una serie di gruppi\cantanti della sfera indipendente, che in comune hanno solo le stecche.Sparate a salve tutte le cartucce indie, è il turno di Sanremo e con Gabbani ho potuto tirare un sospiro di sollievo, anche perché paragonato alle performance precedenti, spiccava come Freddie Mercury alla sagra della costina.

Forse mi ero abituata troppo bene, quando quel palco era occupato da colossi della musica come gli Iron MaidenLou ReedRobert PlantOasisRadiohead fino a B.B.King e Tuck and Patti.

Penso però che non tutto sia perduto, si salvano in pochi, è vero, ma tra i pochissimi mi sento di salvare Marina Rei, accompagnata dalla band dei Paolo Benvegnù, che purtroppo si è esibita nel pomeriggio, e a parere mio avrebbe meritato un posto in serata. Francesco GabbaniErmal Meta hanno fatto meglio di buona parte degli artisti, sia tecnicamente che a livello di feedback da parte del pubblico in piazza. Bennato, magnetico e in splendida forma. Accompagnato dalla favolosa chitarra di Gennaro Porcelli. Di ciò però sembra non accorgersene solo la rai che nel bel mezzo di un pezzo, manda la pubblicità. 

L'ufficio stampa del cantante napoletano accusa la Rai di aver interrotto "in modo brutale" l'esecuzione del suo ultimo brano 'Meno male che adesso non c’è Nerone', "mandando in onda la pubblicità e riservando un trattamento inaccettabile a Edoardo, alla sua band e ai telespettatori". "A questo punto ci chiediamo il motivo: disguido, disorganizzazione o, magari, censura?", conclude lo staff di Bennato. Sulla fan page di Facebookdel cantante napoletano, i fan si sono scatenati prendendosela con la Rai per la scelta discutibile.  

Fortunatamente non sono la sola a pensarla in questo modo, questa decadenza musicale ha riscosso altrettanto poco interesse.

Cosa ci ha lasciato questo concertone del primo maggio? Uno scenario alquanto apocalittico. Tanto imbarazzo e disagio, forse, con la consapevolezza che il mercato della musica italiana è malato e troppo soffocato da un consumismo fine a se stesso, che forse può rendere su un disco, pieno di effetti e di suoni ma che dal vivo mostra davvero quanta poca sostanza è contenuta.

Veronica Perazzolo 

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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