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Cosa ci dice LinkedIn sulla nostra società

La parola più utilizzata per descriversi sul social network lavorativo quest’anno è “specializzato”. L’anno scorso era “creativo” insieme a “problem solver”: attraverso la classifica degli aggettivi più usati (e abusati) per ottenere proposte di lavoro, si ottiene una panoramica delle tendenze italiane nel campo delle assunzioni. O almeno, di quelle che le persone pensano siano le qualità più richieste. Così nel 2017 sembra più importante sottolineare il fatto di avere esperienza piuttosto che altre qualità, ma non solo: a livello globale, le parole più usate solo “leadership” e subito dopo “appassionato”. Insomma, parole che dicono tutto e niente, e dal momento che vengono così tanto utilizzate, anche sproposito, perdono il loro valore. Per questo contano i fatti concreti più delle descrizioni.

Ma a quale lavoro puntare se si vuole ottenere un’alta remunerazione? LinkedIn stesso ha stilato una classifica degli impieghi più amici della busta paga: da ingegnere delle vendite a ingegnere informatico, a Product Manager, Program Manager, analista finanziario e ingegnere di Software. A sorpresa, nella classifica compaiono anche il dottore, il farmacista è l’infermiera in clinica. Ovviamente i risultati sono calcolati a livello globale, quindi non valgono solo per l’Italia dove i trend in alcuni campi è diverso.

E come sono distribuite le posizioni lavorative? Attraverso il social network possiamo avere una buona proiezione anche di questo: per la festa della donna infatti LinkedIn ha analizzato i profili professionali dei suoi utenti (più di 450 milioni). E ne è venuto fuori che in Italia più di un manager su quattro è donna. Il nostro Paese si trova al nono posto in Europa, mentre a livello globale, la più alta percentuale (31%) viene raggiunta in Australia. Anche se la parità non è ancora stata raggiunta, in tutti i Paesi si è registrato un aumento delle professioni femminili. Il gap di genere viene colmato solo nel no-profit e nell’istruzione. È senza dubbio un buon risultato, anche se è difficile dimenticare il consiglio che pochi mesi fa un job recruiter aveva pubblicato sempre su LinkedIn: donne, se volete ottenere il lavoro, toglietevi l’anello di fidanzamento. A dir poco allarmante.

In definitiva, LinkedIn rimane un ottimo strumento sia per crearsi contatti lavorativi sia per comprendere meglio in che direzione sta andando il mercato del lavoro. E nonostante le critiche ricevute ultimamente rispetto alla sua affidabilità, rimane un buon mezzo per provarci.  

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