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Cosa fare a Milano?

Come godersi al meglio il capoluogo lombardo? Il New York Times, nella sezione viaggi, ci spiega come sfruttare nel migliore dei modi il poco tempo a disposizione senza rinunciare all’arte, al gusto, e al divertimento. La giornalista americana Ingrid Williams ipotizza un immaginario percorso turistico ben congeniato e che non lascia nulla al caso.L’autrice definisce Milano un città che “non si svela al primo sguardo” ma che vuole essere scoperta poco alla volta. Si parte da un ipotetico venerdì pomeriggio e si inizia dal centro, nello specifico viene consigliata la zona Tortona, ricca di negozi e boutique dove si possono trovare abiti originali e oggetti unici confezionati in modo artigianale. Si passa poi all’ora dell’ aperitivo, considerato a Milano alla stregua di un rito sacro; e, benché tra le 18 e le 20 praticamente in qualsiasi bar della città si possa assaporare il drink più in voga, il noto Spritz, le location indicate sono il tetto del Ceresio 7 Pools&Resturan dove troneggia la graziosa piscina, si può ammirare tutto il fascino della modernità milaneset , il Radio rooftop del Melia I nuovi grattacieli della zona Garibaldi infatti si prestano a rendere il panorama effettivamente suggestivo, tutt’al più al tramonto quando il sole si abbassa tra le case, la città inizia a svuotarsi e si accendono le illuminazioni notturne.oppure se si vuole fare un salto negli anni 50 il The Yard è il piu particolare arredato completamente con la collezione privata del propietario. Per la cena viene scelta la qualità. Il ristorante Carlo e Camilla di proprietà del noto chef italiano Carlo Cracco, sorge all’interno di una ex segheria in zona Famagosta a due passi dal Naviglio Pavese. Qui possiamo trovare originalità e gusto, per una cena raffinata con poco più di cento euro per due persone. Per il bicchiere della staffa vengono invece consigliate le Fonderie Milanesi di via Giovenale. Se quando arrivate vi sembrerà di essere stati catapultati mezzo secolo addietro, non abbiate timore di aver sbagliato, al di là di officine e garage, sorge un locale molto chic, allestito all’interno dell’ex fonderia e che ospita un grazioso cortile sul retro. infine per chi non avesse sonno e non disprezza la vita notturna, i locali piàù consigliati sono Il Just Cavalli, dove incotrare personaggi VIP è del tutto normale ed il Byblos dove la qualità della musica è la migliore  Per quanto riguarda la cultura, la Williams suggerisce le opere in esposizione alle Galleria Italia di piazza Scala, dove si possono ammirare, tra gli altri, pezzi unici di Emilio Vedova e Lucio Fontana. La giornalista suggerisce inoltre le esposizioni semi permanenti di Palazzo Reale dedicate all’arte e alla musica e le installazioni più geniali ospitate all’Hangar Bicocca come i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer. Dopo un pranzo al volo alla Cascina Cuccagna, un ex casa coloniale che ospita un centro culturale e un ristorante dove si possono assaporare menù della tradizione stagionale a prezzi onesti, la visita continua verso la scoperta delle tante chiese milanesi. L’articolo si chiude infine con qualche consiglio per l’alloggio non propriamente economico, come, ad esempio, il Bulgari Hotel Milano, location che risulta essere senz’altro di qualità e d’impatto per l’occhio del turista americano. Tutto il percorso suddiviso per tappe, con orari, indirizzi, ed un breve video esplicativo, lo si può trovare sul sito del New York Times, all'indirizzo: http://www.nytimes.com/2011/05/22/travel/36-hours-in-milan.html?pagewanted=all

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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