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Cronaca del Salone del Mobile

Se è il primo anno che vivi a Milano, non vedi l’ora che arrivi. Se ci abiti da anni, lo temi: stiamo parlando del Salone del Mobile (o, internazionalmente, della Design Week) che ogni anno riesce a scatenare nuove reazioni. Due cose sono sicure: scordati la macchina, soprattutto intorno alle 6 e nelle zone più di punta, perché a spostarti a piedi ci impieghi la metà del tempo. Anche i mezzi sono pericolosi, se passano per il centro, per non parlare dello sciopero che l’Atm ci ha regalato il primo giorno di Salone.

Potrai trovare in giro tre tipi di persone: asiatici dai look stravaganti arrivati in città apposta per scoprire le nuove frontiere del design, personaggi del settore realmente coinvolti nelle esposizioni e invitati alle serate più esclusive, e scrocconi che di design non capiscono (e non vogliono capire) niente. Ma sanno che ogni aperitivo ha un sapore speciale, se è gratis. Inutile dire che l’80% delle persone che intasa la città appartiene alla terza categoria. Quindi non fingete di non appartenervi.

La Design Week fa girare l’economia, porta investimenti e turismo, ma il motivo per cui è apprezzata di più da chi vive a Milano è che rappresenta una scusa per uscire tutte le sere e bere (preferibilmente a scrocco) passando allo stesso tempo come un appassionato del settore. E non puoi dire di essere stato al Fuorisalone se non posti almeno cinque foto di mobili stravaganti che fanno da sfondo ad uno spritz o ad un prosecco palesemente offerto dall’organizzatore dell’esposizione, alla quale sei andato senza avere idea di cosa si trattasse. E la cosa migliore è che va bene così: sono quasi tutti coscienti della situazione, ma l’atmosfera che si respira a Milano è così entusiasta che nessuno si permetterebbe mai di criticarla. Eccetto i pochi che si rifiutano di prendere parte a questa psicosi collettiva (perdendosi però un fenomeno culturale che solo Milano sa offrire).

Se siete arrivati anche voi al weekend stremati dai troppi eventi e dagli spostamenti da un distretto all’altro per percorrere le tappe imperdibili del Fuorisalone, ammetterete che è stata una settimana divertente, e che ha spezzato la solita routine. Ma finalmente è finita.

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