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Dall’apnea notturna all’ipertensione: cosa dicono cuore e cervello

Trento, 26 febbraio 2015 – (e.b.) Osservare il funzionamento del cuore e del cervello di una persona durante il sonno può fornire preziose informazioni per la diagnosi di malattie croniche molto diffuse come insonnia, apnea del sonno, ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Sono le conclusioni di un studio condotto da Luca Faes, giovane ricercatore che dopo il dottorato in Dispositivi elettronici all’Università di Trento, attualmente è impegnato come ricercatore nel laboratorio di Biosegnali del BIOtech, Centro interdipartimentale di ricerca in Tecnologie biomediche dell’Ateneo. Lo studio è di grande interesse per la comunità scientifica poiché alterazioni di queste dinamiche sono legate a importanti malattie croniche a grosso impatto epidemiologico. Nel suo lavoro Faes ha applicato algoritmi di teoria dell’informazione, di solito utilizzati in campo informatico e cibernetico, per descrivere la complessa rete di interazioni tra i diversi ritmi cerebrali, e tra essi e i ritmi cardiaci, durante i diversi stadi del sonno. Faes spiega: «Passando dalla veglia al sonno, da sonno leggero a sonno profondo e sonno REM, i ritmi cardiaci e cerebrali subiscono evidenti variazioni. Osserviamo una generale riduzione del metabolismo con riduzione dell’attività cardiaca e respiratoria e una più complessa modificazione dei ritmi cerebrali. Il nostro studio ha dimostrato per la prima volta come tali variazioni si riflettano nella rete di interazioni cuore-cervello». Faes fa l’esempio di chi soffra di apnea notturna. «Nel caso delle sindromi da apnea notturna il soggetto interrompe continuamente la fase REM. In questi soggetti si è dimostrata la modifica dei meccanismi regolatori cuore-cervello e nel medio periodo l’insorgenza della sindrome ipertensiva. Pertanto, ci si attende che il paradigma della Network Physiology applicato ai Big Data raccolti da soggetti con disturbi del sonno, possa contribuire a districare ulteriormente le modalità di integrazione tra i vari organi e fornire nuovi indicatori diagnostici e predittivi delle patologie ipertensive». L'articolo, che è stato pubblicato nel numero speciale "Network Physiology and Network Medicine", è disponibile al seguente link: http://iopscience.iop.org/1367-2630/16/10/105005
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