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Date a Cesare quel che è di Cesare

Con il concerto di Padova si è concluso il “Logico tour”. Un concentrato di appuntamenti che, con 16 tappe in 33 giorni, ha percorso, in lungo e in largo, tutto lo stivale. Da qualche anno a questa parte i sold out non sono più una sorpresa per Cesare Cremonini, ma l’ennesimo album capolavoro ha convinto anche i più scettici, tanto da poter dire che il cantautore bolognese è ormai una delle colonne portanti della musica italiana contemporanea. Dopo lo scioglimento dello storico gruppo dei Lunapop, Cesare è dovuto ripartire da zero e dimostrare di avere la stoffa per fare il suo mestiere da solista. Oltre a melodie e testi degni della tradizione del cantautorato italiano, Cremonini dispone di una presenza scenica che lo rende uno degli artisti più piacevoli e suggestivi da ascoltare dal vivo. I suoi concerti sono da assaporare. Ogni canzone ha un gusto diverso dalla precedente. Si percepisce la ricercatezza del suono in ogni singolo brano e ciò accresce la consapevolezza di essere dinanzi al frutto di continui esperimenti e perfezionamenti. E’ difficile trovare una collocazione precisa al suo genere musicale, ma generalmente è sempre stato inserito nella categoria pop-rock vedendosi attribuire il merito di aver trovato l’alchimia giusta tra le melodie semplici del pop e i suoni impetuosi del rock. Questo gli ha permesso negli anni di rivolgersi ad un pubblico sempre più esteso ed il suo terzo album da solista, “Il primo bacio sulla luna”, rappresenta una raccolta davvero gradevole: dal rock malinconico de “Il pagliaccio” al coinvolgente ritmo di “Dicono di me”, dal jazz-rock fusion di “Figlio di un re” alla poesia de “Il primo bacio sulla luna” da cui prende il nome l’album stesso. I primi due successi hanno una struttura più semplice e sono facilmente apprezzabili al primo ascolto mentre gli altri due sono veri e propri gioielli che fanno parte di quella famiglia di canzoni di cui ci si innamora col tempo: sound che ad ogni riascolto ti permettono di cogliere particolari nuovi tanto sono elaborate e ricche di sfumature. L’ultimo album sfornato dal cantante bolognese è figlio di una ricercatezza dove Cremonini ha deciso di misurarsi con nuove tipologie di suono, specialmente con quelle elettroniche che caratterizzano brani come “Greygoose”. In un Paese dove abitualmente si guarda al passato musicale con nostalgia, Cesare, in una recente intervista, ha invitato a dedicare maggiore attenzione alla musica di oggi. Probabilmente il suo era un discorso generale, una sorta di favore fatto ai colleghi cantautori, perché adesso, dopo anni di misteriosi snobismi, il solista trentaquattrenne ha ottenuto il riconoscimento che gli spettava da tempo.
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Samuele Casadei

Università degli Studi di Milano. Studente di Scienze Politiche. Dietro il tipico tamarro di periferia si cela un sentimentalone amante della poesia e della natura. Ritiene la musica l’arte più incantevole di tutte e si diletta nell’ascolto dei gruppi Indie più disparati. Sa di non sapere, quindi sa.

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