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Elezioni in Statale: il programma di UniLab

Tempo di elezioni in università Statale: il 18 e il 19 maggio gli studenti potranno infatti votare tra i vari comitati candidati. Abbiamo pertanto deciso di dare la possibilità alle liste candidate di presentarsi attraverso le nostre domande.

Ringraziamo per la collaborazione tutte le liste che hanno deciso di collaborare. Parliamo con Federico Pappalettera candidato al consiglio di amministrazione con Unilab

Quali sono le priorità e gli obiettivi primi che la vostra lista intende realizzare durante il mandato?

Il primo obiettivo sarà la riforma del del Regolamento Didattico d'Ateneo: il 30 e lode deve valere 31 ai fini della media ponderata ovunque e sempre. Le esperienze formative svolte sul campo devono essere sempre valorizzate, così come quelle svolte all'estero. La laurea in corso deve essere incentivata e premiata. Sono punti irrinunciabili di un'università che voglia stare al passo con i tempi.
Secondo: al CdA proporremo che Unimi stipuli convenzioni con gli esercizi commerciali vicini alle sedi, in particolare quelle prive di mensa, perché la vita universitaria sia più semplice ed economica per tutti, in particolar modo per gli studenti pendolari e fuori sede.
Un punto delicatissimo è quello degli alloggi, soprattutto a Milano: dopo la chiusura del C.I.Di.S. sarà nostro compito stimolare l'organizzazione di un nuovo servizio alloggi che metta a sistema il patrimonio esistente e dialoghi seriamente con Comune di Milano e la Città Metropolitana, in modo da garantire incentivi agli studenti che affittano, combattere la piaga del nero e quindi minori costi per tutti.
Vogliamo creare una connessione tra Unimi e il mondo del lavoro: abbiamo un ufficio che si occupa proprio di questo, dobbiamo farlo funzionare meglio. Task force composte da studenti, professori e personale Unimi avranno il compito di ricercare accordi ponte per facilitare il passaggio tra Statale e mondo del lavoro, anche durante il corso di studi.
Molte sono le cose che ancora possiamo e vogliamo fare, come vedrete nei prossimi giorni sulla nostra pagina, ci basterà solo essere eletti!

Quali sono le linee che intendete mantenere rispetto al passato ed i cambiamenti che intendete apportare rispetto alla situazione attuale?

Rispetto al passato, la linea che vogliamo mantenere, è quella che abbiamo avuto a Giurisprudenza, la facoltà dove abbiamo contato di più negli ultimi due anni e che ha rappresentato il nostro laboratorio per il futuro. Vogliamo proseguire con i nostri punti rivoluzionari ma semplici: solo con il nostro arrivo siamo riusciti ad aumentare i posti per gli scambi Erasmus, è stato steso un regolamento tesi per Giurisprudenza (che dopo 90 anni ancora non l'aveva!) come in ogni facoltà del mondo, abbiamo promosso e quasi ottenuto il regolamento associazioni e molte altre cose sono state fatte. Vogliamo continuare con questo spirito d'innovazione, con lo stesso entusiasmo e con la stessa semplicità che ci ha caratterizzato dalla nascita. 5 studenti che, stanchi di un'università vecchia ed arroccata su vecchie logiche e su ideali ormai defunti, hanno deciso di cambiarla, senza sostegno politico o di altri enti esterni.
Questa è la direzione in cui vogliamo andare: innovazione e concretezza. Innovazione perché le nostre proposte hanno sempre rappresentato un cambiamento rispetto al passato e concretezza perché ogni nostra proposta viene studiata per essere realizzabile. Prendiamo un esempio: l'internazionalizzazione ci ha da sempre caratterizzati e un'università eccellente non ha né frontiere, né barriere linguistiche né culturali. Uno dei criteri con cui vengono assegnati i fondi statali è proprio quello del numero di scambi internazionali effettuati: è un win-win. Questo non è solo uno slogan come quelli fantastici e migliori dei nostri che elaborano le altre liste, mentre noi proponiamo progetti concreti che di fatto vengono approvati.
Cosa vogliamo ancora fare? Non siamo per nulla sazi, vogliamo contare di più, vogliamo che tutti gli studenti di questa Università possano finalmente contare su una rappresentanza che non ambisce al potere a fini ideologici o politici ma lo fa, senza speranza e senza timore, per il bene di tutti.

Che cosa significa rappresentare gli studenti della Statale secondo la vostra lista?

Innanzitutto, noi siamo studenti. La rappresentanza è un modo per impegnarci direttamente a migliorare il luogo in cui viviamo, l'università, e quindi contribuire al bene comune.
Rappresentare tutti gli studenti della Statale significa per noi essere attivi, presenti e propositivi: per cambiare in meglio la realtà occorre conoscere bene la vita quotidiana degli studenti, avere buone idee ed essere capaci di attuarle, facendo gli ordini del giorno e non subendoli. Noi non ci siamo limitati a sedere passivamente negli organi, opponendosi ideologicamente ad ogni tentativo cambiamento.
Senza la voglia di partire dai problemi di tutti i giorni, la rappresentanza diventa solo un gioco di simboli, cosa a cui non siamo interessati perché non nasciamo da partiti o movimenti religiosi. Diversamente da altri, non abbiamo bisogno di « marcare il territorio » con colori, rossi, blu o neri.
È per questo che due anni fa è nata Unilab: di fronte alla scelta tra rimanere indifferenti o delegare le decisioni importanti a liste ideologiche che non ci convincevano, abbiamo aperto una terza via « sporcandoci le mani » in prima persona. E i risultati si sono visti, specialmente là dove la nostra presenza è stata più radicata, come a giurisprudenza.

Siete riusciti a mantenere gli impegni presi durante il precedente mandato?

Due anni di tempo per un luogo come l’università, complesso e macchinoso sono nulla. Partiamo dalle cose che che avremmo voluto ma non siamo riusciti a fare, e cioè le aree ristoro, i deposito bagagli, il miglioramento dei bagni e degli spazi in generale. Lo abbiamo segnalato più volte all’interno della Conferenza degli Studenti, organo che però non ha lavorato. Obiettivo Studenti e Unisì si sono deprecabilmente accordati per convocarla solamente in occasione di nomine ed incarichi, e questo è bene che si sappia.
Per il resto, il bilancio è ampiamente positivo. In Senato Accademico, pur avendo un solo rappresentante, abbiamo lavorato sodo per una migliore qualità della didattica, e per veder riconosciute le associazioni, nonostante l'opposizione delle altre liste. A Giurisprudenza, dove abbiamo potuto lavorare bene perché in maggioranza, siamo riusciti ad ottenere tantissimo: il regolamento delle tesi di laurea, corsi gratuiti di preparazione agli esami di inglese, corsi pratici e più parziali, un aumento un appello in più disponibile per i laureandi, incentivi al merito ( 30 e lode = 31, punto tesi aggiuntivo) e tanto altro. Il buon esempio lo abbiamo dato, per poter fare le stesse cose anche a livello di Ateneo è fondamentale che alle prossime elezioni Unilab vinca anche negli organi superiori: bisogna superare i blocchi dati da una rappresentanza inconcludente.

Leggi anche:
- Programma lista UniSì
- Programma lista Aperta - Obiettivo Studenti
- Programma lista Lo Studente Qualunque

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Greta Joyce Fossati

Università degli Studi di Milano - In formazione. Studio Beni Culturali alla Statale. Ex backpacker adottata dall'Australia per un anno. Sono vegetariana e curo due bimbi bellissimi. Scrivo della mia realtà universitaria, di arte, drammaturgie partigiane e dialoghi tra antichi filosofi e bambini nei nostri mari odierni.

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