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Emma Watson: da maghetta a donna in carriera

È di poche ore fa la notizia della sua vittoria agli Mtv Movie & tv awards, per la sua interpretazione di Belle ne La Bella e la Bestia, ultimo remake Disney sulla celebre favola. La sua vittoria è stata coronata da un discorso molto attuale sulle diversità di genere e di come la società dovrebbe accettarle, così come quest’anno è stato fatto, per la prima volta, nella scelta di non distinguere la categoria del concorso in donne e uomini, ma renderlo unico.

Non è la prima volta che Emma Watson esprime la sua posizione decisa nell’ambito: nel 2014 è stata infatti nominata ambasciatrice all’UN women, organismo che si occupa della tutela dei diritti delle donne e della parità di genere. Impegno, il suo, che è sfociato anche nella difesa al diritto all’istruzione per le bambine e alla sensibilizzazione, attraverso la sua figura mediatica, di temi attuali ma spesso scomodi da discutere.

È stata anche una delle poche a staccarsi dall’immagine con cui il pubblico l’ha vista per dieci anni: la sua carriera sul grande schermo, infatti, nasce con la saga di Harry Potter, nei panni dell’amica del protagonista, Hermione Granger. Mentre gli altri colleghi della fortunata serie di film sono rimasti più legati al loro personaggio – vedi Rupert Grint che, dopo aver dato vita a Ronald Weasley, è comparso nel video “Lego house” di Ed Sheeran e poco altro – lei ha dato una cesura forte, con altri film portati nelle sale. Noi siamo infinito, Bling ring, Noah e The circle, sono solo alcuni esempi che l’hanno vista nel cast.

Il suo ultimo lavoro firmato Disney, come si è potuto vedere agli MTV movie awards, ha avuto molto successo, in cui la stessa Emma ha messo molto del proprio, interpretando la protagonista e cimentandosi in lezioni di canto per poter rendere al meglio le canzoni. Peccato solo che, nella versione italiana, le canzoni siano state doppiate, perdendo così le voci originali a favore di un lavoro poco fedele al labiale e privo di rime o assonanze.

Emma Watson: da maghetta prodigio idolo di generazioni di “potterhead”, a portavoce dei diritti delle donne a idolo di bambine che si accingono per la prima volta a vedere la favola di Belle.

Una favola moderna senza scandali, alcol o droga, più unica che rara, che porterà sicuramente tante altre novità.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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