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Fai bei Sogni: Bellocchio in anteprima all’Anteo per Statale cinema

L’edizione 2016 della Statale Cinema ha avuto la sua conclusione lunedì 7 Novembre, presso l’Anteo Spaziocinema in via Milazzo, con l’anteprima del film di Marco Bellocchio Fai bei Sogni, nelle sale dal 10 Novembre.

Basato sull’omonimo romanzo autobiografico di Massimo Gramellini, edito nel 2012, il film racconta l’esperienza familiare dello scrittore, orfano di madre dall’età di nove anni, al suo rapporto con gli altri e alle sue esperienze nell’ambito giornalistico. Pur presentando, apparentemente, meri stralci di una vita come altre, tutte le vicende presentate tendono alla figura della madre, mancata in circostanze a lui ignote, che condiziona i suoi pensieri e le scelte che compie.

Elementi chiave del film sono emersi a fine proiezione, con in sala lo stesso regista intervistato da Paolo Mereghetti, critico cinematografico, che ha dato alle domande un taglio legato alla linea poetica di Bellocchio. Nel lavoro, interessante è la chiave di lettura che si è voluta dare: non si tratta di una specifica, ma della commistione della componente storico-politica e di quella sociale. Questo perché, essendo ambientato a fine anni ’60, con richiami ai decenni successivi e con conclusione ai giorni nostri, importante era la collocazione della storia, che si concentra su un posto e un oggetto che risultano essere centrali: la casa e la Tv.

“La Tv era la protagonista della casa. Abbiamo analizzato soprattutto quest’ultima, molto simile a quella della famiglia Gramellini. È una casa che opprime ma che è anche rifugio, dove ci si ripara dall’esterno. È un luogo di fuga ma anche di ritorno.”

La sceneggiatura è stata stesa non assieme a uno scenografo professionista, ma con la collaborazione di Edoardo Albinati, in quanto “il libro non aveva bisogno di professionisti fantasiosi” essendo già chiaro e particolareggiato. Gramellini è stato interpellato, oltre per leggere la scenografia, per raccontare particolari della sua vita e famiglia, che nel romanzo erano solo accennati.

Anche il cast è stato scelto con precisione, inserendo elementi che possono sembrare in disaccordo con il libro:Valerio Mastrandrea, ad esempio, ha la cadenza romana, quando invece il protagonista del libro è torinese. Difficile, racconta Bellocchio, è stata la scelta degli interpreti bambini, su cui, oltretutto, spesso la macchina da presa si sofferma per catturare espressioni e mimica facciale.

Un film intenso, che trova il suo coronamento nella scena finale, l’ultimo flashback:così come chiude la pellicola, così anche segna il punto di svolta del protagonista, che può finalmente voltare pagina.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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