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#FreeMelania: le reazioni alla first lady più discussa di sempre

Sono molte le controversie legate alle drastiche decisioni di Trump che a poche settimane dall’inizio della sua presidenza stanno sconvolgendo il mondo, ma senza dubbio (e questo la dice lunga) quello che sta interessando di più il web è il mistero che si cela dietro allo strano comportamento della first lady.

In molti si stanno infatti preoccupando per Melania Trump, a causa di alcune espressioni sospette che hanno fatto intendere che lei, di suo marito, non va troppo fiera, e di certo non è entusiasta di stare sotto ai riflettori con lui davanti a tutti gli Stati Uniti. Ed ecco che hanno iniziato a diffondersi gli hashtag #FreeMelania, #DumpTrump, e addirittura un video intitolato “Melanianade”, una parodia del singolo di Beyoncé in cui tutte le donne di famiglia di Trump (comprese la potente Ivanka e l’invisibile Tiffany) si ribellano al capofamiglia, stufe di essere messe in imbarazzo da lui.

Subito l’opinione pubblica ha iniziato a raffigurarsi la first lady ostaggio del marito, rifugiata sulla splendente Trump Tower nella Fifth Avenue sperando di venire liberata da qualcuno: un misto tra Raperonzolo e la Bella e la Bestia.  Ma qualunque sia il cartone Disney che meglio rappresenti questa situazione tragicomica, è chiaro che Melania sia stanca di doversi mostrare entusiasta davanti a qualsiasi gesto del marito.

Le telecamere non si sono perse il cambiamento di espressione di Melania durante la cerimonia di insediamento di Donald: mentre lui guardava, sorridente ed entusiasta, un secondo dopo estremamente scocciata. E la scena si è ripetuta durante la festa che Donald ha organizzato per il Super Bowl nella sua proprietà in Florida: per tutto il tempo la first lady sembrava non solo annoiata, ma anche estremamente scontrosa con il marito che l’ha trascinata lì.

Ma pensiamo al ruolo di Melania, e soprattutto alla sua assenza alla Casa Bianca. In molti sostengono che dovrebbe rispettare il suo ruolo di moglie del presidente e fare da esempio per tutti gli Stati Uniti, soprattutto per le donne, mostrandosi più femminista. Ma se non volesse farlo? Anche se fosse stata contraria, cosa avrebbe dovuto fare mentre suo marito, circondato da uomini di potere, tagliava i fondi alle organizzazioni pro aborto? Ha ritenuto che tacere totalmente a riguardo sarebbe stato meglio che appoggiare o criticare il marito su una mossa politica che riguarda le donne in primo luogo. Perché la sua è una posizione particolarmente scomoda.

Si delinea il ritratto di una first lady apparentemente non interessata a ricoprire il ruolo che le è stato imposto, e che non si sforza di fingere che sia così. Almeno per adesso. Che ciò sia giusto o sbagliato, sicuramente le si deve un po’ di compassione, per lo meno per la condivisione del talamo con il tycon.

eb.

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