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Gioco d’azzardo: è boom tra gli studenti italiani

Da recenti indagini emerge un incremento di 60.000 ‘studenti giocatori’ in più rispetto all’anno scorso. Secondo gli esperti il 7% è a rischio dipendenza.

Nel 2015 sono stati censiti in circa un milione gli studenti italiani tra i 16 e i 19 anni che hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi. I risultati sono stati forniti dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, il Consiglio Nazionale di Ricerca di Pisa nell’ambito dello studio ESPAD, European School Project on Alchol and other Drugs, e hanno indicato un aumento pari a 60.000 unità rispetto all’anno precedente.

Sono per lo più le scommesse sportive e i gratta e vinci i ‘giochi’ preferiti dagli studenti, in aumento rispettivamente del 39% e del 63%, seguiti dal poker texano online in salita di 36 punti percentuale. 
Quest’indagine sui comportamenti a rischio tra gli adolescenti è stata effettuata su 80.000 studenti e ha portato alla luce un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi cinque anni, evidenziando come il gioco d’azzardo stia diventando una patologia a rischio tra i giovani italiani, anche grazie alla facile accessibilità che questo permette.

L’indagine rivela che il 7% degli studenti gioca fino a 4 volte a settimana cifre che superano anche i cinquanta euro, entrambi elementi indicativi di una probabile o prossima dipendenza; dato che sorprende ancora di più se si pensa che il 25% degli intervistati è minorenne. L’aumento riguarda entrambi i sessi - l’incremento più alto, di 4 punti percentuali tra le ragazze in fascia 16/17 anni - ed è ben distribuito in tutta la penisola, dove il primato va al Sud e nelle isole con un aumento del 48% nell’ultimo anno, seguito subito dopo dal Nord Est dove il fenomeno è in crescita del 43%.

Numerose le iniziative in questo senso che hanno avuto luogo sul territorio: l’ULSS 6, l’ente incaricato della gestione dei servizi sanitari della provincia di Vicenza ha denunciato l’attività di 15.500 studenti giocatori d’azzardo solo sul territorio vicentino e ha organizzato, insieme con l’Ufficio Scolastico Territoriale, un progetto per le scuole volto a stimolare il dialogo attraverso una serie di attività formative e d’informazione sui rischi della patologia del gioco d’azzardo.

Il primo premio è andato alla dottoressa Francesca Sisinna, docente di economia politica che ha presentato il progetto Gioco malato legalizzato che coinvolge gli studenti ad adoperarsi in minuziose ricerche in rete che riguardano i regolamenti, i dati statistici, le leggi italiane e le testimonianze presenti sul web.

Una formazione basata sulla prevenzione e sulla fiducia nel sistema scolastico e nell’assistenza sanitaria come a Imola dove l’Usl in concerto con la Caritas e l’amministrazione comunale ha presentato un progetto che ha coinvolto 3224 studenti a cui è stato sottoposto un test in anonimato. Dai risultati è emerso che solo il 30% di questi non ha mai giocato denaro in vita sua, il 38% è convinto che esista una strategia per incrementare le possibilità di vittoria, ignorando quindi la vera natura dei risultati che è del tutto casuale e che il 34% dichiara di giocare semplicemente per “passare il tempo”, evidenziando basse percentuali di chi crede realmente di potersi arricchire. 

Secondo la dottoressa Alessandra Buja dell’Università degli Studi di Padova l’incremento esponenziale è anche frutto della società in cui viviamo: “i giovani di oggi sono la prima generazione per cui le occasioni di gioco e di azzardo sono sempre più vicine: i tabaccai con sistemi per scommesse sono ad ogni angolo, sono aumentate le sale dedicate e la rete ha sdoganato il gioco anche ai più piccoli e ai meno esperti”

Ben vengano dunque progetti ed iniziative mirate a tenere alta l’attenzione verso un fenomeno pericoloso e in crescita che necessita di un monitoraggio continuo affinché sia ben chiaro soprattutto ai giovanissimi che, l’azzardo non è gioco.

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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