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"Gli studenti ed il referendum del 4 dicembre: pensieri e considerazioni tramite un'inchiesta"

 

La data del referendum è ormai vicina e il dibattito che ha fatto tanto discutere in questi ultimi mesi sta ormai per volgere a termine.

Abbiamo chiesto agli studenti il loro pensiero riguardante questo tema tramite un questionario da noi redatto. L'inchiesta si è soffermata su vari aspetti inerenti al suddetto tema: abbiamo chiesto agli studenti quali sono stati i canali da essi usati per informarsi, se ritengono di avere avuto tutte le informazioni necessarie per votare con coscienza; se sono necessari a prescindere dalla riforma, dei cambiamenti in ambito burocratico ed infine se l'università ha fornito a proprio modo, degli elementi validi per orientare la propria scelta di voto.

Interessante vedere come la quasi totalità degli intervistati (99,3) abbia dichiarato di essersi informato a prescindere dai canali utlizzati, interessante vedere anche come la quasi totalità di essi creda che cambiamenti in ambito amministrativo burocratico siano per il nostro paese quantomeno necessari. Utile vedere inoltre come la maggioranza di essi sis iano dichiarati soddisfatti degli incontri e dibattiti organizzati dall'università Statale.

Abbiamo in seguito riportato sia i singoli pensieri degli studenti che hanno riportato sia i grafici con le domande chiuse. In seguito si troveranno i pensieri e opinioni che gli studenti hanno dato tramite il questionario redatto dalla redazione interna de "Il Quarto d'Ora della Statale".

1) Dove hai trovato le informazioni legate al referendum?

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2) Ritieni di avere avuto tutte le informazioni più corrette affinché tu possa votare in coscienza, la soluzione per te migliore?

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3) A prescindere dalla scelta di voto, credi che il nostro paese abbia bisogno di cambiamenti in ambito amministrativo-burocratico?

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4) Credi che questo referendum si fondi su motivazioni valide?

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5) Le tematiche legate a questo referendum hanno dato origine a vivaci dibattiti e a schieramenti ben definiti. Hai altre considerazioni e pensieri da condividere al riguardo?

"Oggettività assente. Partiti politici che strumentalizzano il voto".

"Ritengo che bisognerebbe votare in base a cosa pensiamo della riforma, mentre mi sembra che molte motivazioni che il partito del no stia dando sono legate più che altro alla persona del premier Renzi, bisogna ricordarsi che prima o poi lui non sarà più il presidente del consiglio mentre la Costituzione rimarrà quindi non bisogna guardare al referendum come a un voto su Renzi ma a quello che è davvero, e cioè un referendum costituzionale".

"Non è il caso di discutere questi cambiamenti in un referendum popolare e sono espressi volutamente male e così tanti tutto insieme da precludere un giudizio oggettivo e da doversi solo schierare per partito preso".

"Credo che per creare delle leggi non serva cambiare la costituzione, anche perchè l'iter per crearne una è di 3 settimane, serve solo più onestà, serietà e rispetto per il popolo che dovrebbe essere sovrano".

"È palese un poco interesse tra i giovani. E vedo una mala informazione quando c'è".

"Penso che l'attenzione si sia indirizzata troppo verso gli schieramenti politici, piuttosto che verso il vero contenuto della riforma".

"Nonostante abbia cercato di informarmi personalmente continuo a sentirmi poco competente riguardo l'argomento. Non credo infatti di essere riuscita del tutto a comprendere i possibili effetti del cambiamento. Infatti non avendo mai fatto diritto e avendo studiato solo qualche articolo della costituzione anni fa non mi ritengo in grado di capire del tutto i possibili effetti di una riforma".

"Mi rattristano molto la strumentalizzazione politica che è stata fatta di questo referendum e la campagna svoltasi, su entrambi i fronti, in un clima affatto costruttivo, ricco solo di slogan e di confusione in materia. Sarebbe stata un'ottima occasione per approfondire un tema così fondamentale e trasversale e far arrivare a tutta la popolazione una conoscenza e una consapevolezza dei temi costituzionali. Ora come ora, mi sembra, purtroppo, un'occasione mancata".

"Schieramenti dettati da secondi fini, tanta caciara volta a vincere voti e non a convincere, deliberatamente faziosa e spesso falsa; da entrambi gli schieramenti".

"Lo schieramento politico favorevole al SI dimostra, dai vari dibattiti che ho ascoltato e da ció che ho letto, di non aver capito che chi voterà NO, si oppone fermamente a questa modifica della costituzione e non necessariamente al partito che l ha proposta e votata. I partiti politici che si sono schierati sul fronte del NO, non hanno unito le loro forze contro il partito democratico o contro il presidente del consiglio, ma contro una riforma irrispettosa nei confronti del popolo italiano".

"Dal mio punto di vista non abbiamo avuto un dibattito serio, perché spesso le motivazioni vere (ovvero l'astio verso il governo Renzi) sono state mascherate da opposizione verso questa proposta di legge. Questo ha creato solo molta confusione, così che la possibilità di informarsi in modo oggettivo e veritiero non è stata alla portata di tutti, anzi credo che molti siano portati a votare negativamente per la cattiva e vergognosa informazione che è stata fatta da alcune forze politiche".

"Credo che questo inutile e dannoso referendum stia solo dividendo il Paese, ma allo stesso tempo la partecipazione dei cittadini italiani è qualcosa di positivo".

"Penso che tutt'ora la gente non sia ben informata e che purtroppo molta gente non andrà neanche a votare".

"La Costituzione va applicata, non cambiata e di certo non in questo modo e da una simile compagine politica".

"Si è spostata l'attenzione dai contenuti ad altre tematiche politiche".

"Buoni dibattiti ed iniziative a livelli locali. Pessime a livello nazionale".

"Mai visto una campagna referendaria così triste, gli schieramenti non sono ben definiti, in quanto ogni parte decide per il sì o per il no in base a delle proprie motivazioni, non sempre conciliabili. Basti pensare a come nel fronte del No ci sia Berlusconi ma allo stesso tempo Sinistra Italiana e Sinistra estrema"

"Penso che il dibattito sia sempre più avvelenato. C'è incapacità di assumere la buona fede anche di chi ha opinioni opposte alle proprie".

"Credo che questo referendum sia un evento storico e che non vada preso sotto gamba. Detto questo, credo che l'informazione generalista abbia fatto un pessimo lavoro, perché nei dibattiti spesso non emergevano tematiche precise legate alla Costituzione, ma slogan. Questo a danno dei votanti che si schierano come al solito per sentito dire. Credo in definitiva che quest'atmosfera di divisione e questa riforma, scritta male, vadano rigettate votando no".

"Il livello del dibatto è stato indecente, ma capisco che, dovendo rivolgersi a tutti gli elettori, non si possa analizzare sempre analiticamente le questioni di cui si discute".

"Io credo che la vera sfida sia il ‘dopo’: non credo che un Sì sarà la panacea a tutti i mali del paese e non credo, da votante No, che ci si debba fermare al referendum, ma andare avanti. Sarà nel prosieguo che si capiranno quali posizioni sono state strumentali e quali no, in entrambi i fronti. Insomma, stiamo a vedere".

"Che l'insieme di tutte queste modifiche sia il chiaro segno del voler creare confusione, quasi come se la proposta sia una minestra di tutte e quattro le stagioni. Sparando nel mucchio, qualcosa si acchiappa. Un governo serio ed autorevole non deve proporsi in questo modo, sperando che "qualcosa passi". Un voto non scontato, molte persone per alcune cose voterebbero sì e altre no".

"Il modo migliore per decidere cosa votare è leggere effettivamente i cambiamenti che verranno effettuati confrontando gli articoli prima e dopo la riforma. Personalmente, avendoli letti tutti, non apprezzo questa riforma in numerosi punti, pertanto voterò no. È vero che è necessario un cambiamento ma la costituzione non si può cambiare malamente. Una riforma va fatta ma per bene. Ritengo che la partecipazione dei cittadini Italiani alla vita politica venga limitata da questa riforma e lo trovo inaccettabile".

"Mi sorprende che si sia parlato solo di ragioni economiche e materiali e, che nessuno abbia accennato all'importanza storico-culturale del Senato, che essendo eredità del mondo romano dovrebbe essere intoccabile. Al contrario bisognerebbe ridurre o eliminare la Camera".

"Credo sia necessario informarsi molto bene sul quesito referendario per poter votare consapevolmente, a prescindere dall'opinione che si ha in merito alla classe e ai personaggio politici attuali. Per intenderci, spero che chi deciderà di votare no lo faccia perché la riforma non lo convince appieno, non perché "vuole mandare a casa Renzi".

"Trovo che ci si sia incentrati troppo su chi ha elaborato la riforma e non sui contenuti della riforma".

"Ascoltando i dibattiti come di consueto ognuno tira acqua al suo mulino e poco ne esce di effettivamente imparziale e reale. Come capire quali sarebbero i veri effetti e le vere motivazioni, se tutto cio che ascoltiamo o leggiamo è fondamentalmente indirizzato sempre da una parte?"

"Dibattiti dibparte, mezze verità e populismo di bassa lega, oltretutto, hanno caratterizzato entrambi gli schieramenti".

 

 

6) Credi che l'università abbia fornito degli elementi validi per orientare gli studenti nella loro scelta?

Assolutamente si! Incontri e conferenze hanno sicuramente aiutato gli studenti e il personale universitario a chiarirsi le idee e a votare con più consapevolezza. Apprezzatissimi i dibattiti che hanno mostrato luci e ombre di ogni posizione

"Sì, tante conferenze"

"Penso di sì, ho partecipato a dibattiti che esprimevano i pro e contro di entrambe le parti"

"Non l'università in sè, ma associazioni universitarie come Unilab"

"No, oslo gli studenti sono stati in grado di dare un punto di vista più ampio"

"I convegni erano troppo di parte"

"No per la mia (Polimi).

"No, è rimasto in mano ai volontari e alle fazioni politiche"

"Poteva fare sicuramente di più"

La nostra università non ne ha parlato, e penso che politica e università dovrebbero restare separate

"Molti dibattiti forse troppo tecnici"

"Le associazioni studentesche hanno organizzato diversi incontri con molte personalità di spicco".

La redazione interna ringrazia tutti i partecipanti a questo sondaggio!

 

 

 

 

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Greta Joyce Fossati

Università degli Studi di Milano - In formazione. Studio Beni Culturali alla Statale. Ex backpacker adottata dall'Australia per un anno. Sono vegetariana e curo due bimbi bellissimi. Scrivo della mia realtà universitaria, di arte, drammaturgie partigiane e dialoghi tra antichi filosofi e bambini nei nostri mari odierni.

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