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Gorla fermata Gorla

Ogni persona che frequenta abitualmente Milano conosce, anche solo di nome, la fermata della linea rossa Gorla, situata lungo Viale Monza. Non tutti sanno, però, che è stata teatro di una strage avventa il 20 ottobre 1944.

È di questo tragico evento che parla lo spettacolo, andato in scena i giorni scorsi al Teatro dell’Elfo: il bombardamento che, per una serie di sfortunate case, distrusse la scuola elementare Francesco Crespi, uccidendo 184 bambini e 19 adulti.

Il testo teatrale è una raccolta di racconti e testimonianze dei sopravvissuti, diretto da Renato Sarti e recitato da Giulia Lazzarini, attrice inossidabile classe 1934 che ha partecipato alla vita artistica milanese con Strehler al Piccolo Teatro e che tutt’ora lavora sia a cinema che a teatro.

La storia ruota attorno al momento in cui, nella limpida giornata del 20 ottobre, dei bombardieri americani – partiti da Foggia per scaricare tonnellate di bombe su poli industriali situati nella zona – non hanno calcolato male la traiettoria, sganciandole direttamente sulla zona di Gorla e, in parte, su Precotto. La situazione e l’esito si è rivelato ancora più disastroso per via di una coincidenza che ha permesso alla bomba di deflagrare in tutta la sua potenza: cadendo esattamente nella tromba delle scale, ha avut come unico ostacolo il piano terra, esattamente sopra la cantina in cui erano stati messi al riparo la maggior parte dei bambini. I superstiti, casualmente, nella foga delle sirene anti-aereo, erano scappati in strada e verso le proprie case.

In pochi minuti un intero quartiere si è trovato senza uno o più figli e con l’incapacità di riuscire a trovarli, nelle macerie.

La Lazzarini nella narrazione è abile maestra: disposta nella parte destra del palco, vestita in borghese e con il leggio, legge i fatti che precedettero e che seguirono quella mattina. Lo fa interpretando il ruolo di Gabriella, scampata alla strage, che legge i suoi pensieri, le memorie e i ricordi di quello che capitò e che seguì.

Nel mentre si relaziona con due attori, disposti dietro un telo velato sul quale vengono proiettate foto di Gorla, dei suoi parchi, dei navigli e della scuola. Sono due bambini – interpretati da Federica Fabiani e Matthieu Pastori – vestiti come dei scolaretti, che non sono sopravvissuti e raccontano, con fare bambinesco, quello che hanno vissuto. È proprio questo l’elemento che commuove di più, perché danno voce a quei 184 bambini diventati, per il fascismo, i “piccoli martiri”.

 

Uno spettacolo che ogni milanese e non dovrebbe vedere, che racconta un evento di cui si sta perdendo memoria ma che ha segnato, in modo indelebile, il capoluogo meneghino.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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