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Hyperloop, il treno che infrange il muro del suono

E’ un progetto a dir poco innovativo quello che l’imprenditore multimilionario Elon Musk vuole portare a termine. Chiamarlo treno sembra alquanto riduttivo poiché il mezzo in questione dovrebbe toccare i 1200 km/h superando di gran lunga qualsiasi aereo di linea.

Ma definiamone meglio i contorni. Hyperloop consiste in una capsula che viaggia all’interno di un tubo di alluminio, posto su piloni, a circa 6-7 metri dal suolo.  La sua velocità supersonica sarebbe raggiungibile grazie a un sistema di compressione dell’aria che ricorda, con le dovute proporzioni, il sistema di posta pneumatica della New York ottocentesca.

Fra i sostenitori di questo progetto ha avuto un ruolo chiave l’italiano Gabriele Gresta che, grazie alla sua piattaforma di crowdfunding (Jump-Start fund), nel 2014 ha dato vita alla società di ricerca HTT (Hyperloop Transportation Technologies).

Questa compagnia, anno dopo anno, ha radunato più di 300 ingegneri di tutto il mondo portando il progetto a pochi passi dalla fase di sperimentazione. Questa dovrebbe tenersi entro il 2019 nella tratta Los Angeles-San Francisco.

Hyperloop è un progetto futuristico anche sul piano della sostenibilità ambientale poiché la sua alimentazione sarà costituita al 100% da energie rinnovabili. Ma non è tutto. A detta dei progettisti una tecnologia del genere sarebbe in grado di produrre più energia di quella utilizzata divenendo così a tutti gli effetti una sorta di centrale elettrica ambulante.
Se sotto il piano della sostenibilità energetica il progetto è entusiasmante, sotto il profilo dei costi non è da meno. In una recente intervista Gabriele Gresta ha dichiarato di poter costruire la tratta Roma-Milano al costo di 15-20 milioni di euro al km, una cifra decisamente inferiore al nostro Tav, il cui costo oscilla tra i 30-31 milioni al km. Per quanto riguarda il prezzo del biglietto invece, non si dovrebbe andare oltre ai 15-20 euro a persona.

Un progetto considerato utopistico fino a qualche anno fa, sta rapidamente suscitando interesse in tutto il mondo. Dalla Cina al Canada, dall’Europa al continente australiano, l’agenda del signor Gresta risulta sempre più fitta di impegni. Ogni settimana vengono incontrati ministri dei trasporti e autorità competenti al fine di comprendere le possibilità che il progetto prenda piede.  L’ultimo accordo raggiunto risale al Marzo scorso quando il governo slovacco ha dato assenso alla realizzazione di una tratta sperimentale.

Una tecnologia del genere permetterebbe di coprire la distanza tra Milano e Roma (570 km) in meno di mezz’ora, a impatto zero e con un esborso economico decisamente ragionevole. 
Politici ed imprenditori italiani continueranno a snobbare la Hyperloop Transportation Technologies o si faranno finalmente coinvolgere in questo ambizioso progetto?

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Samuele Casadei

Università degli Studi di Milano. Studente di Scienze Politiche. Dietro il tipico tamarro di periferia si cela un sentimentalone amante della poesia e della natura. Ritiene la musica l’arte più incantevole di tutte e si diletta nell’ascolto dei gruppi Indie più disparati. Sa di non sapere, quindi sa.

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