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I nostri consigli per scrivere una buona tesi

Per uno studente universitario, la tesi dovrebbe rappresentare la sfida più entusiasmante e soddisfacente del proprio percorso di laurea. Eppure, per vari motivi, spesso gli studenti si riducono a vederla come un pro forma. Certo, la stessa logica adottata da molte università non spinge spesso ad approcciarsi a questo lavoro con la motivazione adatta, ma è anche pur vero che tale motivazione dovrebbe sorgere dagli studenti stessi. Una buona tesi necessita di espletare e prestare cura particolare ad una serie di operazioni fondamentali, che si cercherà di seguito di operativizzare sotto forma di consiglio:
  • TEMPI
Considerare con perizia i tempi necessari alla scrittura di una tesi ben fatta. Una buona tesi compilativa richiede almeno tre mesi di attenzioni esclusive. Considerando che spesso la redazione dell'elaborato è contestuale ad altre attività, come ad esempio il completamento degli esami, è bene partire con largo anticipo.
  • MATERIA E MOTIVAZIONE
Può sembrare banale, ma tutto parte da qui. Scegliere l'ambito di un corso di studi che si è rilevato particolarmente interessante e professori motivati, brillanti e attenti è indubbiamente il primo passo per redigere una buona tesi. La mancanza di una forte motivazione personale verso l'argomento oggetto di studio renderà tutta la stesura dell'elaborato irrimediabilmente noiosa e faticosa. Per quanto riguarda invece l'argomento specifico della tesi, è bene in linea di massima presentarsi a colloquio con il docente con almeno un'idea del tema che si vorrà sviluppare, che può poi essere sviluppata assieme al professore. È importante non dimenticare che i professori più bravi e attenti sono anche i più richiesti, quindi è opportuno fare richiesta al relatore scelto almeno con una sessione di anticipo rispetto a quella scelta per la propria laurea.
  • DOCUMENTAZIONE
Una volta stabilito in linea di massima l'argomento, la generica scaletta da seguire, è opportuno prendere in mano libri, documenti, diari, dati, grafici, qualsiasi cosa serva insomma e leggere. Spesso è del tutto inutile definire preventivamente un indice da seguire o i vari aspetti della questione oggetto di studio, giacché solo una volta effettuata un'adeguata documentazione saremo in grado di stabilire quali siano gli aspetti salienti. L'obiettivo deve essere quello di arrivare a possedere realmente l'argomento, niente di meno. Non esiste un numero giusto di libri o documenti da leggere: sarà il professore a stabilirlo, ma in realtà lo capirete da soli quando avrete letto a sufficienza. Un ultimo consiglio: quando su un argomento è difficile costruire una bibliografia, può essere opportuno chiedere un primo spunto di ricerca al professore, e poi, dalla bibliografia di questo, risalire ad altri volumi e documenti.
  • STRUTTURA
Sulla struttura c'è poco da dire: deve essere chiara, logica e concettualmente ordinata. Inevitabilmente una tesi deve avere un'introduzione, che illustri le linee guida del nostro elaborato, il metodo usato, le motivazioni per cui abbiamo scelto quel tema e la natura delle fonti utilizzate. La parte centrale si deve invece concentrare sull'esposizione e sull'argomentazione dei risultati di ricerca. L'argomentazione è il vero cuore pulsante della nostra tesi, nella quale la tesi va supportata e corroborata tramite i dati frutto del nostro studio. Lo stile espositivo deve essere elegante ma non barocco, chiaro, il linguaggio preciso, ma non pomposo. L'ultima sezione sarà infine dedicata alle conclusioni, che servono a riprendere i punti chiave del nostro elaborato, a mostrare i punti d'approdo della nostra ricerca.
  • CONTENUTI
Nella fase di scrittura è opportuno procedere con metodo. In una prima fase vanno assemblati i contenuti, riempiendo il nostro contenitore di concetti. In questa fase non è così importante l'attenzione allo stile, quanto più che nessun concetto essenziale venga tralasciato, quindi ci si deve concentrare più sulla forma che sul contenuto. La forma sarà affinata in seguito, nei due step successivi, ossia quando assembleremo in modo organico i contenuti grezzi e sottoporremo ad abbondante revisione stilistica i contenuti chiave e l'intero testo, per rendere più compatto e linguisticamente fluente e coeso. Certo, un fare un buon lavoro stilistico fin da subito semplifica molto la procedura successiva.
  • FORMA GRAFICA
Questa è una parte dove dare consigli è più problematico, poiché molto dipende dai gusti personali. Al di là delle impostazioni relative a carattere e formato, che saranno suggerite dal professore o previste dal regolamento di facoltà, a mio gusto ritengo sempre che sia necessario esercitare molta misura anche nel curare la veste grafica. In ultimo pare opportuno anche ricordare che le dediche e i ringraziamenti sono belli e fanno piacere quando hanno un senso e quando sono eleganti e sintetici. Frasi casuali o ringraziamenti di diverse pagine sono da evitare come la peste, se non volete trovarvi a settant'anni a pensare, nel rileggere la vostra tesi, “Ero davvero un bimbominchia”.
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Davide

Università degli Studi di Bologna. Se son d’umore nero allora scrivo.

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