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I più grandi Ceo e il sonno: un rapporto controverso

Ci sono i gufi, quelli che di notte sono perfettamente svegli e dormono fino all’ora di pranzo, e le allodole, quelli che chiudono gli occhi dopo cena e si svegliano al sorgere del sole. Che tu sia gufo o allodola, non ti preoccupare: non riuscirai mai a tenere i ritmi dei manager di maggior successo del mondo. Perché i loro orari sono fuori dal mondo: quando alle 3:30 del mattino andiamo a letto dopo una serata, Tim Cook si sveglia e inizia a controllare le e-mail. Estremo? Non è l’unico a farlo. Il mattino ha l’oro in bocca e queste persone lo sanno bene, ma cosa intendono esattamente con “mattino”?

Come si evince dai suoi tweet nel cuore della notte, Donald Trump non dorme più di quattro ore da decenni (e forse è questo ad averne compromesso la lucidità).  Se anche tu non puoi perderti l’apertura delle borse europee, svegliati alle 3 come Marchionne. L’amministratore delegato di Fca fa orari lavorativi tanto assurdi che i suoi dipendenti dicono che abbia inventato la settimana lavorativa di otto ore. E se sei una madre in carriera pensa a Michelle Obama, che ogni sera punta la sveglia alle 4:30 per avere tempo di fare attività fisica.

Ma in questo gruppo di estremisti, tra cui c’è anche il Ceo di Disney, c’è chi si differenzia, come Mark Zuckerberg, che ha affermato di svegliarsi alle 8 o talvolta più tardi (anche se non sappiamo a che ora vada a dormire). Anche Satya Nadella, Ceo di Microsoft non scende al di sotto delle 8 ore per notte. E Arianna Huffington, dopo essersi sottoposta a ritmi lavorativi eccessivi, è diventata la maggior sostenitrice dell’importanza del sonno, sul quale ha persino pubblicato un libro.

Negli ultimi anni è stata ribadita più volte l’importanza del riposo per mantenere alta la produttività, quindi le scelte di queste persone possono non essere condivise. Ma di certo con loro hanno funzionato.

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