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Il pranzo di Babette e i ritmi del Nord

Per questa sera vi consiglio Il pranzo di Babette di Gabriel Axel, vincitore dell’Oscar come miglior film straniero nel 1987. Tratto dall’omonimo romanzo di Karen Blixen, racconta le vicende di una comunità protestante in Danimarca di fine ottocento, guidata da due sorelle, Martina e Filippa, figlie dell’ormai defunto pastore. Le due, chiamate così in onore di Martin Lutero e Filippo Melantone, conducono una vita votata alla povertà e agli indigenti assieme agli ormai anziani abitanti del paese che, dopo la morte del pastore, hanno perso parte della fede che prima li univa, mancando il fondatore. La vita della comunità viene scossa da un evento non preventivato: la cameriera delle due sorelle, presa a servizio una decina di anni prima e scappata dai moti rivoluzionari francesi, vince alla lotteria del suo paese e decide di cucinare specialità parigine in onore della festa di compleanno del fondatore, sentita come ricorrenza religiosa. I pasti cucinati, lontani dai precetti di semplicità e povertà seguiti, faranno affiorare nelle due anziane ricordi di gioventù, fino a svegliare gli invitati dal torpore che la quotidianità, negli anni, aveva portato nelle loro vite.

Commento: si tratta di un film dal ritmo lento, di tipica impronta nordica, con momenti di silenzio e di vedute di paesaggi danesi o lunghe scene sulle preparazioni che la cuoca Babette completa per i commensali. È uno di quei film da guardare quando si sa di avere il pomeriggio o la serata libera, per evitare di interromperlo a metà o di non gustarlo per la fretta di terminarlo.

Curiosità: in un’intervista fatta a Papa Giovanni Paolo II, afferma che questo era il suo film preferito per la semplicità con cui tratta temi di natura sociale e religioso. Un paradosso che fa sorridere, contando che il Papa è cattolico e i protestanti non lo riconoscono come figura religiosa!

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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