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La La Land: quando la poesia è a cinema

Candidato a ben 14 premi Oscar, La La Land sembra essere il nuovo fenomeno mondiale di cui già tutti parlano. La storia che racconta, lineare e tipica del genere musical con al centro la storia d'amore dei protagonisti, si fonde con le tematiche moderne della carriera, della realizzazione personale e dell'esprimere le proprie capacità artistiche.

Mia Doland, interpretata da Emma Stone, aspirante attrice, con un passato di bambina di talento nel paese di provincia, si trova a fare la barista negli Studios di Los Angeles e Sebastian Wilder – Ryan Gosling – pianista jazz squattrinato e legato a un genere di musica che non sembra più essere di moda, cerca un modo per farsi conoscere.

Le loro vite si incrociano in duetti e balli e, con il passare delle stagioni, che scandiscono tutta la pellicola, anche le loro vite cambiano, verso mete che nessuno dei due si sarebbe mai aspettato.

Si tratta di un musical, caratteristica che una fetta di pubblico non apprezza, ma questa è l'eccezione che conferma la regola. Tutta la sua lunghezza è costellata da canzoni che raccontano le loro emozioni e paure, ma che coincide con quello che lo spettatore prova nella sua vita.

Forse è questo il lato più brillante del film: il fatto di avere uno stile e una struttura di altri tempi, molto anni cinquanta, ma un contenuto attualissimo, e non solo perché in scena usano un iphone dell'ultimo modello. Si tratta di una favola moderna con un finale più simile a ciò che accade nella vita reale che quello della Disney, ma non per questo meno interessante, soprattutto per il pubblico che rimane disorientato e incredulo nel vedere che c'è un alternativa al “vissero per sempre felici e contenti”.

Perché oggi la felicità è fatta di tanti parametri molto più concreti di quelli a cui anelava Biancaneve o Cenerentola, ma non per questo meno entusiasmante.

Un film che vale la pena di vedere e ascoltare, in cui i protagonisti si sono messi in gioco in prima persona, con le performance delle canzoni.

Armatevi di popcorn e preparatevi psicologicamente: quando uscirete dalla sala ripenserete a ciò che avete visto tutto il giorno. Per esperienza, la sera, cercherete tutta la colonna sonora, tra cui la bellissima “City of Stars” (https://www.youtube.com/watch?v=GTWqwSNQCcg) che cantichierete per una settimana abbondante.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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