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Italia: è boom di psicofarmaci

Si sa, è tempo di crisi. Si sa anche che un percorso psicoterapeutico o psicoanalitico è molto impegnativo dal punto di vista economico. Sembra questo il motivo alla base del calo del 20% delle sedute negli studi degli psicologi. Non esistono statistiche ufficiali, ma alcuni dati sembrano confermare che, in media, ogni psicologo si è visto cancellare una seduta su cinque. Tuttavia non si può ignorare il fatto che la clientela è sempre più informata e, pensando di risparmiare, ricorre spesso al fai-da-te farmacologico. Ecco quindi spiegato anche il boom di vendite di psicofarmaci. Secondo una ricerca dell’Agenzia Italiana del Farmaco, i medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale (SNC) sono al quarto posto per prescrizione (78,7 dosi giornaliere per 1.000 abitanti), e al quinto posto per spesa pubblica (24 euro pro capite). I farmaci che intervengono sull’umore dovrebbero essere prescritti esclusivamente nei casi di reale e grave necessità. Invece, sempre più spesso, sembra che queste sostanze vengano assunte con molta leggerezza. Prima di assumere un farmaco, bisognerebbe sempre rivolgersi ad un esperto in grado di valutare se è veramente il caso oppure se è possibile un altro tipo di terapia. I percorsi di psicoanalisi, ad esempio, sono indubbiamente più lenti e dispendiosi, ma sicuramente non comportano effetti collaterali. Ricordate: gli interventi per la propria salute non sono mai una “spesa” ma un “investimento”.
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