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Italia fantasma nella lista delle migliori università al mondo

Il The Times  Higher Education ha espresso un giudizio su tutte le università del mondo per questo anno accademico 2014/2015, fornendo ai lettori una lista adatta a giudicare tutti gli atenei e le loro mansioni fondamentali, tra cui l'insegnamento, la ricerca, il trasferimento delle conoscenze e la visione internazionale. Per perfezionare questa classifica sono stati usati 13 indicatori di performance, accuratamente calibrati, per fornire confronti più completi ed equilibrati, assicurati da studenti, docenti, dirigenti universitari, ma anche dalle industrie internazionali che assumono giovani laureati, e dai governi. Ecco l'elenco delle prime 10:
1 California Institute of Technology (Caltech) United States 94.3
2 Harvard University United States 93.3
3 University of Oxford United Kingdom 93.2
4 Stanford University United States 92.9
5 University of Cambridge United Kingdom 92.0
6 Massachusetts Institute of Technology (MIT) United States 91.9
7 Princeton University United States 90.9
8 University of California, Berkeley United States 89.5
9 Imperial College London United Kingdom 87.5
10 Yale University United States 87.5
  (Per vedere i risultati ottenuti dalle altre università del mondo, visitare il sito web Times Higher Education). La prima, e unica, università italiana ad apparire nelle migliori 200 del mondo è la Scuola Normale Superiore di Pisa, che si classifica 63esima. La buona notizia è che, finalmente e per la prima volta, in questa undicesima edizione del Times Higher Education, un ateneo tricolore sfonda il muro dei top 100. Ma poi, buio totale. Per trovare la seconda università italiana classificata dobbiamo scorrere molto la classifica generale, dove, circa a metà, troviamo l'Università di Trieste, posizionata nel range tra 201esimo e 225esimo posto. Non è un bel primato, il nostro. L'Italia, a parte le due eccezioni sopracitate, comincia a farsi notare solo superata la 250esima posizione, dove, in ordine, compaiono: l'Università Bicocca di Milano, l'Università di Pavia, poi quella del Salento, di Trento, di Torino e di Bologna. La Sapienza di Roma, e il Politecnico di Milano sono nel range che va dal 301esimo al 350esimo posto. Numeri inclementi che non dovrebbero però sorprendere date le continue denunce del ritardo italiano in questo ambito e la profonda incapacità nel migliorare gli standard, soprattutto in termini di contributo all’innovazione e ricerca. Ciò che invece salta facilmente agli occhi di tutti è lo strapotere inglese e americano nell'ambito accademico-educativo. Dopo la California Institute of Technology, che si classifica prima da quattro anni a questa parte, l'Harvard University mantiene il secondo posto nella lista delle migliori e più prestigiose università del mondo. Grazie a questi primati, gli Stati Uniti si ritrovano con 74 università nelle prime 200 classificate. A seguire, poi, l'Inghilterra, che conta 29 università tra le top 200, prime fra tutte l'University of Oxford (seconda classificata) e University of Cambridge (quarta classificata). Prosegue inarrestabile, invece, la crescita delle università asiatiche, che ottengono risultati migliori rispetto a molti paesi europei. Da notare, infine, come i Paesi che si sono aggiudicati i primi posti a livello mondiale, sono gli stessi in cui è forte e prevale l’investimento sulla ricerca e il reddito di settore: cioè l’interazione, e il rapporto molto stretto, tra università e aziende. Un fattore di fondamentale importanza che manca all'Italia e ad altri stati europei.  
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Miriam Tagini

Università Cattolica. Studente di Linguaggi dei Media. Ritardataria e sognatrice di professione. Determinazione è la mia parole d'ordine. Sono convinta che ognuno di noi, anche se nel proprio piccolo, ha le potenzialità di stravolgere la propria vita e cambiare il mondo. Mi piace essere circondata di parole, con le quali cerco di raccontare la realtà che vivo quotidianamente. Cosa voglio fare da grande? La giornalista, ovvio.

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Via https://www.forbes.com