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James Turrell, l'artista della luce.

L'artista plasma. L'artista svela. L'artista modella. L'artista scolpisce.

Turrell plasma, svela, modella e scolpisce. Cosa? La luce.

Un artista assolutamente unico nel suo genere, tra i più ricchi del pianeta, il quale fa ruotare il suo pensiero attorno alla luce nei suoi più vari effetti. Nato nel 1943 negli Stati Uniti, a Pasadena, figlio di un ingegnere aerospaziale, James Turrell si laurea nel1965 al Pomona College sviluppando interesse per la relazione tra luce e spazio. Ed è in questo periodo che parte la sua attività artistica, con Shallow Space Constructions.

Nel corso degli anni settanta, l'artista acquista popolarità cresce, rimanendo però attaccato al suo fil rouge, la luce. Ogni sua opera si sviluppa nella tridimensione, in uno spazio apparentemente vuoto ma che, in realtà, è occupato dalla luce stessa, la vera protagonista del mondo di Turrell.

Dagli anni settanta, in particolare, sviluppa in Italia, grazie alla collaborazione con il Conte Panza di Biumo, la serie degli Skyspace: una stanza vuota, interamente bianca, la quale viene tagliata, svuotata, aperta.

Entrandovi, l'impressione è quella di essere in un ascatola, come giocattoli, e di vedere per la prima volta la natura, il sole, le nuolve, il cielo, insomma, il mondo fuori dalla scatola.

È una sensazione soffice, quell che si prova vivendo le opere di questo artista così particolare.

Quello che colpisce di James Turrell, oltre che la qualità del suo concetto artistico è la sua ingente produzione. È infatti noto da tempo che l'artista abbia comprato un intero vulcano ormai spento, in Arizona, chiamato il Roden Crater, con il preciso intento di realizzare il più grande land-formed work del mondo: il lavoro, così massivo, interessa architetti, geologi e astronomi, con la mira di realizzare struttire totalmente ipogee, con aperture studiate al fine di creare un intricato osservatorio astronomico nel quale il pubblico si possa perdere per qualche giorno.

L'artista rimanda da anni, ormai, l'apertura del vulcano, poichè aggiunge sempre delle stanze, aggiunge sempre dettagli al suo capolavoro.

Ogni stanza viene progettata per un particolare momento della giornata, per un particolare punto di vista o costellazione, si ricrea la natura, si svela il paesaggio, facendo sentire lo spettatore come se non avesse mai visto ciò che, al di fuori della scatola, è sempre sotto i nostri occhi.

 

 

 

 

 

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