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Jonas Burgert. Lotsucht / Scandagliodipendenza

E’ in corso, fino al 17 aprile 2017, presso il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna , un’esposizione delle opere dell’artista tedesco Jonas Burgert.

Jonas Burgert, Windhirn (2014), olio su tela, 90 cm x 80.

 

Nato nel 1969 a Berlino, si forma all’Università der Künste e in Inghilterra dalle quali si laurea avendo accumulato un ampio e originale repertorio artistico che lo porta, nel corso degli ultimi decenni, a esporre nelle più grandi gallerie europee e mondiali, quali ad esempio Seattle, Londra e Berlino, ove attualmente vive e lavora.

Le sue opere, a prima vista, paiono dipinte da un surrealista arrivato in ritardo, da un nostalgico di un pensiero ormai dimenticato in una società come la nostra. In realtà, non è così. Nell’arte di Burgert, infatti, lo spettatore può trovare una sinfonia caotica di colore e movimento, di figure, cavalli, narrazioni al limite della verosimiglianza. Nonostante ciò, l’artista, in alcune interviste rilasciate, tiene a sottolineare il fatto che la sua non è un’arte che consta di allegorie leggibili, come fecero a loro tempo i pittori del passato, bensì esplora la condizione umana da un punto di vista post-moderno.

Vi è una forte ricerca del senso stesso della vita umana da parte dell’artista, il quale riversa i suoi più grandi interrogativi sulla tela, cosparsa dei personaggi più fantastici e eterogenei. Spesso, inoltre, questi indossano maschere e costumi, ci sono pareti e pavimenti che si squarciano, rivelando cumuli di corpi o pozze di liquidi, mentre il buio incombe ovunque.

 

Jonas Burgert, «ihr Schön / suo Belmondo», 2016, olio su tela.

 

Le figure paiono percorse da pulsioni psicologiche, che riempiono per la maggior parte tele di grandi dimensioni, quasi freudiane, animate dai colori, componente fondamentale dell’arte di Burgert.             Cupe o accese, le tinte sono l’anima stessa del dipinto, che suscita forti emozioni in chi lo guarda.                                                                                                                                                                         Forte è la tematica della polemos, del conflitto dialettico, che nel caos, porta però all’armonia e a una resa estetica non indifferente nelle opere.                                                                                                   A Bologna sarà possibile trovare la prima esposizione italiana di Burgert, dal titolo Lotsucht/Scandagliodipendenza, curata da Laura Carlini Fanfogna ( maggiori informazioni e aggiornamenti al sito    www.mambo-bologna.org/  ).                                                                                                                                                                                                                                                                                   Con le sue 38 tele, l’esposizione sarà in grado di regalarvi per qualche ora, l’occasione di entrare nel meravigioso vortice della creatività di questo folgorante artista.

Jonas Burgert – laubt sich / si sfoglia, 2016, olio su tela, 300 x 220 cm

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