Ti trovi qui: / / Karànsebes

Karànsebes

I soldati bevono, fin da quando esiste la guerra, dagli albori della civiltà fino all’età contemporanea, coloro che combattono necessitano, per motivi direttamente legati al loro mestiere, di bere.

Il rapporto tra alcol e soldati è un legame millenario  che solo in tempi recentissimi ha iniziato a erodersi.

Un esercito difficilmente si muoveva senza aver al suo seguito una distilleria ambulante, spesso parte dell’equipaggiamento di un soldato constava in una quantità più o meno elevata di liquore, vino o birra.

Oltre a ciò il soldato medio, quando ne aveva la possibilità, soprattutto nel tempo libero, alzava il gomito volentieri.

Ma può succedere che un esercito si stordisca così tanto da permettere ai suoi soldati di spararsi tra loro?

Un episodio, la cui certezza non è assicurata, pare assentire al riguardo.

Erano le prime settimane di settembre del 1788 e l’impero austroungarico di Giuseppe II era entrato nell’ennesima inconclusiva guerra contro l’impero ottomano in appoggio alla Russia, con cui aveva da poco firmato un trattato di alleanza.

L’esercito austroungarico era un autentico coacervo di lingue e razze tanto che molto spesso gli ufficiali e i soldati non erano nemmeno in grado di parlare la stessa lingua.

Elemento, questo, che si rivelerà fatale.

Nel pomeriggio del 17 settembre 100 000 uomini dell’esercito asburgico, guidati dallo stesso imperatore Giuseppe II, avanzavano in Romania in cerca dello scontro risolutivo con le armate della Sublime Porta.

L’area in cui l’armata stava transitando confinava con un fiume  e una fitta foresta, il pericolo di un’imboscata  era decisamente consistente.

Giuseppe II decise, quindi, di inviare, come avanguardia esploratrice, uno squadrone di ussari, cavalleria leggera dalle uniforme dai colori molto esotici.

Gli ussari, portata a termine l’esplorazione senza aver trovato traccia di forze turche, decisamente rilassati per l’assenza di qualsivoglia incombente pericolo, si fermarono nei pressi di un ponte dove comprarono da alcuni zingari del liquore… ed iniziarono a bere, fin troppo.

Le fanterie del corpo principale dell’esercito, nel frattempo, stavano sopraggiungendo, e, vedendo gli ussari che svuotavano una bottiglia di liquore dopo l’altra, decisero di imitare i loro commilitoni.

Gli ussari, un po’ perché alticci, un po’ per disprezzo di classe nei confronti dei fanti, li scacciarono in malo modo.

La cosa irritò parecchio i soldati che iniziarono presto a minacciarli.

Dalle parole si passò alle mani e dalle mani ai coltelli.

La situazione peggiorò ulteriormente quando dai fanti si levò una voce, che indicava gli zingari e gli ussari come turchi.

Nel frattanto stavano giungendo sul posto altri fanti, che, presi dal panico nel vedere i propri commilitoni lottare tra loro  e, complice l’urlo di prima, pensarono che tra i propri compagni vi fossero degli infiltrati ottomani, quindi, spararono sulla massa.

Alcuni ufficiali, vedendo il disastro che si stava consumando d tentarono di fermare le salve di fucileria urlando, a spada sguainata per rafforzare l’imperatività dell’ordine, “Alt”.

Molti dei soldati, però, avevano un addestramento superficiale e una conoscenza del tedesco molto bassa e, complice il rumore della mattanza che si stava consumando, scambiarono l’ordine per “Allah”.

Fu il caos.

L’intera colonna prese a spararsi indiscriminatamente.

A peggiorare la situazione, nelle retrovie, i reparti d’artiglieria, sentendo spari provenire dall’avanguardia e immaginando i propri commilitoni  sotto attacco, aprirono il fuoco sulle posizione avanzate.

Il sopraggiungere della notte impedì all’esercito imperiale di autodistruggersi.

Il mattino dopo, tra morti, dispersi e feriti gravi, l’esercito asburgico aveva perso quasi 10 000 uomini senza che gli ottomani avessero sparato un solo colpo.

A Giuseppe II non rimase che ritirarsi, consentendo così ai turchi di occupare una buona porzione di territorio rumeno prima in mani imperiali.

 

Licenza Creative Commons
Condizioni d'uso e riproduzione

Nouvelles de France

German Chancellor Angela Merkel already faces complex coalition negotiations with at least three other parties. Now French President Emmanuel Macron wants in on the act. Macron and Merkel on Au...

JOB&ORIENTA, LA FIERA PER TROVARE LA PROPRIA ROTTA

COS’E’? La mostra convegno - giunta alla XXVII edizione - si presenta quest’anno con tantissime progettualità dedicate a giovani e docenti e un’attenzione crescente v...

Tra sacro e purissimo: Salvador Dalì.

Una mostra interessante a Gavirate (VA) di un nuovo Dalì, un Dalì dantesco e religioso.