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La gestualità italiana diventa materia di studio nelle Università di tutto il mondo

È capitato a tutti, almeno una volta, di vedere un vecchio film americano dove l’immagine dell’italiano venisse stereotipata come decisamente rumorosa, dal tono di voce molto alto e dagli ampi e vistosi gesti frenetici.

Nella cultura del Bel Paese, la gestualità rappresenta parte integrante di un complesso e articolato linguaggio comunicativo non verbale, si nutre di creatività ed intuito, ed è considerata quasi una un lingua, o una sorta di codice linguistico dalla grammatica codificata. Oltre duecento gesti, sono legati ad altrettanti significati volti ad arricchire copiosamente i discorsi e i concetti espressi.

Quest’articolato modello comunicativo è diventato materia di studio nelle Università e nei College di tutto il mondo per gli studenti stranieri di lingua italiana.

Luca Vullo, regista e documentarista siciliano emigrato a Londra dopo la laurea al Dams di Bologna si è ‘inventato’ questo lavoro che lo ha portato in giro per prestigiose Università e Campus: La Chapman University di Los Angeles, L’international House London, il Middlebury College di Oakland, Cambridge, La Sydney University. Molti altri istituti hanno deciso di collaborare anche attraverso dei workshop pratici per insegnare agli studenti uno degli aspetti più interessanti della nostra cultura comunicativa.

Vere e proprie lezioni pratiche e seminari che spesso iniziano baciando gli studenti sulle guance ad uno ad uno, gesto che molte volte lascia sconvolti gli studenti anglosassoni. “Insegnare agli stranieri la complessità della nostra gestualità non è facile; per chi non è in grado di interpretarli sembrano movimenti incomprensibili, balli senza senso”. Siciliani ballerini, è così che li chiamano in Inghilterra, ad intendere una gestualità forte e vigorosa simile ad un vero e proprio modo di ballare racconta Luca. Dalla posizione delle mani sui fianchi di una moglie che discute con il marito, che cambia in base alla gravità della situazione, all’importanza di abbinare al giusto gesto la giusta mimica facciale per esprimere al meglio l’essenza del linguaggio del corpo. Questi e molti altri i temi raccontati nelle divertenti lezioni di Luca - anche online su youtube -.

Il progetto nasce dalla realizzazione del documentario La voce del corpo una docu-fiction interpretata da attori e personaggi della cultura siciliana; un ironico autoritratto della nostra enfasi linguistica che, partendo dai suoi aspetti più appariscenti e stereotipati ne coglie la complessità, il fascino e la consapevolezza comunicativa. Dopo il successo del documentario, il regista Richard Eyre che allora lavorava ad un progetto su Pirandello, contattò Luca per chiedergli aiutare i suoi attori ad interpretare al meglio la gestualità siciliana.

Dal quel momento a tutti pareva ovvio abbinare alle lezioni di lingua italiana, anche quelle di gestualità italica, al punto che oggi si contano collaborazioni con gli Istituti di cultura italiana in tutta Europa, ambasciate e consolati, e l’interesse è stato manifesto anche da parte della BBC, e della CNN che ha addirittura stilato una sua guida seminaristica della gestualità italiana.

Questa peculiare capacità di parlare con le mani, caratterizzante della nostra cultura, ci permette di esprimere emozioni istintive e spontanee, gesti incondizionati ma carichi di significato che ci caratterizzano e ci identificano in tutto il mondo, non solo come divertente folklore ma anche e piuttosto come imprinting culturale identificativo capace di esprimersi oltre i dialetti e oltre le barriere sociali.

Il trailer del documentario La voce del corpo all’indirizzo:

https://www.youtube.com/watch?v=KRFf3lS61qM
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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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