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LA MUSICA "GIPSY" MANOUCHE DEL FILM "CHOCOLAT"

È il 1959. La tranquilla e monotona vita a Lasquenet, piccolo paese della provincia francese, è turbata dall'arrivo di Vianne Rochet. La giovane donna, con al seguito la figlia piccola Anouk, prende in affitto un fondo abbandonato e comincia a rimetterlo in piedi. Di lì a poco il locale prende le forme di una invitante e accattivante pasticceria e cioccolateria.

L’arrivo di questa donna dai modi eccentrici e l’apertura di un “ luogo del peccato di gola” non poteva che turbare i bigottismi della città sotto Quaresima.

La ciliegina sulla torta combaciò con l’arrivo di un gruppo di zingari lungo il fiume, con la loro musica travolgente, che risvegliò gli animi dormienti degli abitanti e fu complice dell’amore passionale tra Vianne e Roux ( Johnny Depp ), il bel musicista gitano dall’animo selvaggio.

 

La scena più celebre ritrae i personaggi durante una festa organizzata per unire i locali con la cultura nomade, dove le note scorrono via libere e la colonna sonora fa da padrona.

Ma da dove vengono quei suoni? Di che musica si tratta? 

La culla di questo genere musicale, denominato “ Manouche” risiede nella cultura popolare delle etnie Gitane.

Si tratta di uno stile musicale melodico cadenzato in cui trovano la massima espressione gli strumenti a corda (chitarre, bassi, violini...)

Definito tutt’ora più comunemente “ Gipsy Jazz” o “jazz Manouche” è diventato un vero e proprio genere musicale, emergendo dalla musica popolare grazie al genio di  Django Reinhardt, con il suo Le Quintette duHot Club de France che 

mescolando le tradizioni musicali della sua gente con i primi echi della musica afroamericana diede vita a quello che è considerato il primo jazz europeo. Una musica caratterizzata dal virtuosismo delle improvvisazioni degli strumenti solisti.

 

Django era un uomo completamente analfabeta. Incapace di leggere uno spartito musicale, ma in grado di diventare fra i più grandi musicisti Jazz di tutti i tempi. E’ la storia di Django, all’anagrafe Jean BaptisteReinhardt, nato in un carrozzone in Belgio nel 1910 e morto a soli quarantatre anni, dopo aver lasciato, al mondo, melodie e virtuosismi indimenticabili.

Veronica Perazzolo 

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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