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La pace secondo John Lennon

La copertina del primo numero di Rolling Stone non a caso venne dedicata a John Lennon. Il grande compositore e cantante dei Beatles, ma anche musicista solista, autore di disegni e testi poetici, nonché attivista politico e paladino del pacifismo seppe rappresentare il punto di vista e le aspettative di milioni di giovani in tutto il mondo proponendo la sua risposta di pace alla Guerra in Vietnam.

Dopo la fortuna dei Beatles si riadattò a solista, cantando per la pace e i diritti umani. Vuoi un po’ per il viaggio compiuto in India nel 1968 o per l’entrata in scena di Yoko Ono, John Lennon iniziò a cambiare radicalmente modo di vedere il mondo che lo circondava. Non si può negare che il sodalizio sentimentale/musicale con Yoko Ono abbia accentuato questa nuova visione della vita di Lennon. Da ricordare sono i loro Bed-In di protesta verso la guerra in Vietnam, il primo durante la loro luna di miele ad Amsterdam e fu così che nella camera 1902(oggi 702) dell’Hilton Hotel andò in scena questa protesta pacifista. John e Yoko rimasero a letto un’intera settimana dal 25 al 31 marzo, facendosi riprendere da numerosi fotografi rilasciando ai giornalisti dichiarazioni e interviste contro la guerra in Vietnam. A questo Bed-inolandese ne segui un altro canadese e nuovamente Yoko e John rimasero rinchiusi una settimana dal 26 maggio al 2 giugno, nella camera 1742 dell’Hotel Fairmont La Reine Elizabeth. 

Fu proprio durante questo Bed-In che il 1 giugno 1969 fu registrato il video della canzone Give Peace a Chanceprimo singolo della Plastic Ono Band, che ancora oggi è l’inno del movimento pacifista internazionale. La canzone è un testo carico di significato e il brano si compone dello slogan pacifista del titolo ripetuto svariate volte. Dopo lo scioglimento dei Beatles, all’inizio del 1971 John Lennon pubblicò il singoloPower to the People e anche questo brando diventò un inno della sinistra americana e dei manifestanti pacifisti contro la guerra del Vietnam. Ma il vero capolavoro di Lennon arriva sempre nel 1971, quando viene pubblicato l’album Imagine, che sbanca in tutto il mondo, soprattutto grazie alla canzone da cui prende il nome l’album diventando un inno internazionale per il pacifismo. La canzone è carica di significato e il testo ne è la conferma lampante: un vero capolavoro. Facciamo un salto indietro di un anno, John Lennon nel 1970 pubblica il singolo Instant Karma, il testo parla chiaro, rispettare il proprio Karma(termine complesso che descrive la legge di causa-effetto che regola la vita di tutto ciò che è manifesto nell’universo ), compiendo azioni giuste durante l’esistenza terrena. Quindi si può interpretare come un manifesto del pacifismo lennonianoe dell’uguaglianza universale tra i popoli. Nel corso degli anni, Yoko e John non fecero mancare il proprio sostegno alle cause delle femministe e dei pacifisti. John Lennon venne assassinato l’8 dicembre 1980 e mentre era di fronte all’ingresso del Dakota Building (palazzo dove risiedeva con la moglie e il figlio). Un venticinquenne con problemi mentali Mark Chapmanesplose contro di lui cinque colpi di pistola che furono fatali. Nonostante i soccorsi fu tutto in inutile perchè la sua vita si spense alle 23:07. Anche durante il breve periodo di ritiro dalle scene John Lennon non smise di comporre musica benchè rinunciò a pubblicare dischi. Di lui rimane il ricordo di un poeta pacifista che con la sua chitarra cercava di Immaginare un mondo migliore.

“Se è vero che c'è un tempo per ogni cosa, un tempo per la guerra e un tempo per la pace, è l'uomo che può scegliere di cambiare scegliendo la pace. 

Non è troppo tardi.”

Veronica Perazzolo 

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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