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La prima rivista della musica : rolling stone

Nel 1967 uscirà negli USA il primo numero della rivista “Rolling Stone” dal sapore underground e dall’orientamento politico radicale il cui titolo derivava dalla nota canzone di MuddyWaters“ Rolling Stone”. 

Considerata la principale forza promozionale per la musica nella cultura americana, strumento di orientamento anche politico-culturale tra i più famosi e letti nel mondoRolling Stone si affermerà negli anni successivi a livello internazionale in una quindicina di paesi  con altrettante edizioni “esplosive”.

 

La fondazione della rivista avviene a San Francisco, in pieno terremoto cultural-musicale giovanile. Nell’editoriale del primo numero, uno dei fondatori, JannWenner, scriveva che la rivista si sarebbe occupata non solo di musica ma anche di tutti quegli elementi e attitudini che la musica abbraccia. Uno sguardo alla musica e alla sua influenza a tutto tondo.

Le prime dieci copertine della rivista riportavano John Lennon, Tina Turner, Beatles, Janis Joplin, Jimi Hendrix, il Monterey Pop Festival, Lennon e McCartney, Eric Clapton.

Nel primo numero di RS, in omaggio, in copertina compare John Lennon, per tenere fede alle intenzioni di diventare la bibbia della controcultura, con l’elmetto del film “Come ho vinto la guerra”trasformato in un atipico contenitore per mozziconi di marijuana.

 

La pubblicazione di questa rivista aprì la strada ad una nuova epoca, la storia della musica venne scritta finalmente su carta e non solamente tramandata di disco in disco.  Uno strumento di comunicazione che segnò le generazioni successive fino a diventare un vero e proprio “ Cult” della cultura musicale.

 

Veronica Perazzolo

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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