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La storia di Andrea: Clochard a 28 anni, dottore in giurisprudenza

Il ragazzo è costretto a dormire per strada a Milano poiché “troppo qualificato” ma non perde la speranza. Andrea è un ragazzo di 28 anni di Milano, città in cui ha conseguito una laurea in Giurisprudenza ed un diploma al conservatorio, sa infatti suonare il trombone. Oggi però è un senzatetto che da maggio 2014 dorme sotto i portici di piazza San Babila, nonostante abbia viaggiato fino in Asia per lavoro. Sì, perché Andrea nel suo curriculum può anche vantare la tanto agognata esperienza lavorativa: ma allora cosa è andato storto? Andrea ha raccontato a “Il Giorno” di essere orfano di padre e non aver conosciuto altri parenti. Per mancanza di tempo ha sempre avuto pochi amici, in quanto «appena diventato maggiorenne – racconta – ho affiancato il lavoro agli studi». Egli infatti ha iniziato a 20 anni a lavorare come impiegato amministrativo contabile per un’azienda produttrice di cartucce filtranti. Dopo un anno e mezzo ha tentato, dice lui, «il salto di qualità», è stato assunto da una multinazionale dove ha continuato ad occuparsi di contabilità ma questa «dopo 4 anni e mezzo – continua Andrea – ha dichiarato fallimento, senza alcun preavviso e senza dare spiegazioni in merito alle liquidazioni». I suoi risparmi insieme a qualche mese di lavoro come cameriere gli hanno garantito ancora per poco l’affitto della casa in cui viveva ma poi è stato costretto alla strada. Il suo aspetto è però curato, grazie all’Opera San Francesco ogni giorno può usufruire di pasti e doccia ma la sera preferisce dormire in strada poiché dice «nei dormitori non mi sento sicuro» ed il suo orgoglio gli impedisce di chiedere aiuto. Nel pomeriggio è solito andare in biblioteca ad inviare curriculum perché sogna di tornare a lavorare come contabile nonostante i responsi negativi delle agenzie interinali dove gli viene detto di essere «troppo qualificato per i mestieri richiesti». Numerose sono state le mail di aiuto per il ragazzo alla redazione de “Il Giorno”, speriamo che presto possa tornare a lavorare ed avere una vita dignitosa in quanto, come sancito dall’art. 4 della Costituzione Italiana che recita che “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro”, si tratta di un diritto fondamentale.
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Barbara

Università degli Studi di Milano. Studentessa di Scienze Umanistiche per la Comunicazione. Studentessa alla rincorsa della laurea, aspirante giornalista e inguaribile sognatrice! Credo che il miglior momento per vivere sia adesso e che si debba sempre cercare il lato positivo degli eventi, come diceva Confucio “quando si è in un pasticcio, tanto vale goderne il sapore”

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