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Ladri di libri mai…Affamati di cultura sì! Cosa è successo nella biblioteca di Via Noto?

Che cos'è un libro? La parola stessa corrisponde all'incertezza semantica e molti che hanno preparato l'esame di storia della stampa e dell'editoria lo sanno bene.

Libro è un mezzo importantissimo che permette di accedere alla cultura, di studiare e scoprire cose nuove. È uno strumento fondamentale per l'istruzione universitaria.  Ad oggi esiste in vari formati e ai più svariati prezzi.

Lo studente sa bene che permettersi tutti i libri di prima mano è quasi impossibile. C'è la possibilità di ricorrere al mercato dell'usato, o più semplicemente, di mettere un annuncio sperando che qualcuno abbia il volume desiderato. Altre volte invece è chi vuole vendere il proprio libro a mettere l’annuncio nelle bacheche universitarie. In questi scambi i prezzi corrispondono all'incirca alla metà del prezzo di copertina. Altre volte hanno prezzi leggermente più bassi se sono usurati o molto sottolineati. Alcuni libri passano da molte mani tra l’altro. Alcuni titoli sono quasi introvabili o esistono in edizioni fin troppo pregiate, con rilegature che possono portare a spese di centinaia di euro.

Quella che sto per raccontare è una storia triste, accaduta realmente ad una studentessa universitaria. Questa ragazza doveva preparare per gennaio un esame che sarebbe stato poi tolto dal piano di studio. Aveva già il manuale ma le mancava il testo obbligatorio per il secondo modulo.  Nota un annuncio nella bacheca di via Noto, in cui il volume veniva venduto alla metà del prezzo di copertina, un prezzo comunque non bassissimo, essendo oltre la trentina di euro. Quel giorno è di corsa e fa frettolosamente una foto all'annuncio, che comprendeva vari libri in vendita. Contatta successivamente la ragazza per avere informazioni su come incontrarsi.

In un giorno di pioggia si conoscono e la venditrice, tiene in mano il volume, aprendolo, sfogliandolo velocemente. Aveva soltanto poche sottolineature e quindi il prezzo così alto era dovuto anche all’averlo ben tenuto. Viene acquistato senza esitazioni o dubbi, torna poi a casa e lo ripone sul comodino, perché intanto stava finendo di preparare l'esame di Storia medievale.

La ragazza in questione è una studentessa fuori sede. Dopo pochi giorni sarebbe dovuta partire per le vacanze natalizie e si sarebbe dovuta portare dietro il volume acquistato per preparare l’esame. Prima di preparare la valigia, prende fra le mani il libro e lo sfoglia con più attenzione, anche perché aveva l’abitudine di mettere sulla prima pagina il suo nome e cognome.

Quello che sta per accadere non se lo sarebbe mai aspettato. Va precisato che quella stessa mattina, si era recata nella biblioteca di via Noto a prendere in prestito un volume. Per chi non lo sapesse ogni libro ha apposto sul frontespizio, spesso a matita o anche a penna, un codice di collocazione. Ogni libro inoltre, ha un adesivo sulla costola e porta anch’esso la collocazione e il marchio universitario. La ragazza si rende conto che il libro acquistato, aveva lo stesso codice del libro preso in prestito in biblioteca nella prima pagina. Per un attimo il panico l'assale. Si accorge che il volume acquistato non aveva nessun altro segno, non aveva quindi adesivo o altri timbri come i libri universitari invece hanno.

Si ricorda che per verificare la presenza di un volume all'interno della disponibilità universitaria, esiste il sito OPAC unimi. Si prende coraggio ed effettuando l'accesso con le sue credenziali, immettete il nome del volume acquistato e con grande rammarico e sconforto, si accorge che con quel codice, gli appare il titolo del libro con la dicitura "volume smarrito". Non sa che cosa fare esattamente, sono le 18:00 di sera e la biblioteca è ormai chiusa da un’ora.  È conscia del fatto di essersi comportata comunque in modo onesto e quindi la mattina seguente si reca nella biblioteca di via Noto all'orario di apertura. Va dritta negli uffici e narra la vicenda, raccontando di aver letto l'annuncio in bacheca, di cui aveva la foto e mostrando al personale le conversazioni WhatsApp tra lei e la ragazza che le ha venduto il libro, in cui le diceva di avere questo volume di venderlo a questo prezzo. Fortunatamente l'annuncio era ancora presente in bacheca e la biblioteca si è attivata per contattare la ragazza. Sorgeva comunque un problema, acquistare merce rubata significa anche ricevere una possibile denuncia per ricettazione e in questi casi bisogna comunque e sempre denunciare.

Chi sa di essere nel giusto non deve temere la giustizia. Quindi la ragazza insieme alla bibliotecaria si recano presso la stazione dei carabinieri che è nelle vicinanze.
Il consiglio in questi casi è sempre quello di denunciare subito, tardare può far cadere il sospetto anche su chi è onesto. Ovviamente se un libro venisse svenduto, in quel caso dovrebbe salire il dubbio a chi lo acquista che ci sia dietro una possibile attività illecita. La fortuna è stata quella di aver acquistato il libro ad un prezzo congruo rispetto al valore reale, di aver subito portato il volume alla legittima proprietaria, cioè la biblioteca di Noto e di non aver contattato la venditrice. Questo perché con chi si è comportato male non ci deve essere il minimo dialogo. Sono le autorità a dover svolgere tutti gli accertamenti.

In questi casi, in cui ci si trova da acquistare merce rubata a propria insaputa, è consigliato sporgere denuncia per truffa nei confronti del venditore. La biblioteca ovviamente sporgerà la sua denuncia per furto.

Ad oggi non sappiamo com'è andata a finire, ma sappiamo che i libri non si rubano, la cultura non si ruba e non si può tentare in nessun modo di danneggiare il prossimo per €30. Per un libro non ci si può danneggiare la carriera universitaria anche perché rubare, in questo oggetti nella disponibilità universitaria, per di più all'interno dell'Università, può far rischiare la radiazione e l'espulsione dalla stessa.

In realtà non sappiamo nemmeno se questa persona abbia rubato o meno il volume, potrebbe benissimo essere che anche lei sia stata vittima di un raggiro. La cosa però che desta sospetti è il fatto che il libro non fosse stato smagnetizzato, quindi resta anche da capire come sia possibile che possa essere uscito dalla biblioteca. Nella biblioteca in questione ci sono le cosiddette barriere antitaccheggio, che suonano se si esce con libri non smagnetizzati. La biblioteca di via Noto inoltre è dotata di due piani, in uno le barriere sono verticali fino al soffitto, mentre nell'altro sono ad altezza braccia, quindi è tra virgolette facile far uscire un volume senza farlo suonare, perché appunto basta alzare il libro, sopra di esse.

Le autorità dovranno accertare le varie responsabilità, il concetto che noi vogliamo far passare con questo articolo è un messaggio forte e chiaro: rubare è un reato e il rischio in questo caso è di essere radiati ed espulsi dall'università, vanificando anni di studio e sacrificio e tutti noi studenti sappiamo bene quanto sia costosa l’università sia per le tasse, i mezzi pubblici, le ore di studio, il cibo e tutte le variabili che sono connesse. Ne vale la pena per un libro? Per poche decine di euro, ne vale la pena? E questo è rivolto a chi ha rubato per primo il libro, chiunque esso sia, perché purtroppo dal database universitario è solo possibile vedere se un libro è smarrito, non come sia successo, quando e da chi. Quello che vorremmo far capire è quindi che non solo rubare è sbagliato, ma è anche molto stupido.

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Chiara

Università degli Studi di Milano - Nella paura rafforzo me stessa, colgo l’essenza di quello che mi circonda. Amo osservare il mondo mischiandomi con il vissuto altrui, rubandone pezzi che ricompongo scrivendo. Talvolta carpisco determinate essenze altrui e viaggio con la mente, immaginando, scoprendo sempre altro. Amo scrivere degli altri, senza far capire che io stia parlando dei loro segreti più profondi, quelli che devono ancora scoprire di avere e desiderare. La parola per me esprime tutto, si nota? Per il restante tempo pizza, sushi, cocacola e sessione di maggio vieni a me! Chiara, puntoeacapo.

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