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Laurea a costo 0? Da oggi si può grazie a FIAT

L'istruzione come benefit. È questa l'ultima proposta del gruppo Fiat Chrysler Automobilies negli Stati Uniti. Il colosso italo americano ha promosso un iniziativa che prevede la possibilità per i dipendenti del gruppo e per i loro familiari più stretti, di laurearsi a costo zero attraverso un accordo siglato con la Strayer University.

L'iniziativa riguarda 180.000 dipendenti dislocati su tutto il territorio nazionale e 700.000 parenti stretti a cui sarà permesso di frequentare gratuitamente corsi universitari nei 78 diversi campus dell'ateneo, con sede in Virginia.

Il benefit che copre il 100% delle spese universitarie rientra nei programmi denominati Degrees@Work e Degrees@WorkFamily, fiori all occhiello della nuova politica gestionale sempre più made in Usa, non solo a livello operativo, ma anche e soprattutto nel potenziamento e nella coordinazione dei modi e delle relazioni con i dipendenti.

La volontà di permettere l'accesso alla laurea in maniera totalmente gratuita parte sia dalla difficoltà delle risorse umane nel reclutare personale qualificato sia dall'esigenza di fidelizzare i propri dipendenti. L'ottica è quella di rafforzare la collaborazione con i propri dipendenti che risultano essere più soddisfatti, produttivi e legati ad un senso di appartenenza aziendale se meglio formati e ben istruiti. "Vogliamo aiutare i nostri impiegati a lavorare in condizioni ottimali e a investire in un successo a lungo termine " spiega Al Gardner, presidente del Brand Chrysler. Il budget del progetto rimane top secret, ma il conto è presto fatto se si calcola che un diploma presso la Strayer University costa circa 40,000 dollari.

E in Italia?

La domanda sorge spontanea ma la risposta non è così scontata. Fiat Group promuove da circa un ventennio iniziative per premi e borse di studio a favore dei figli dei suoi dipendenti: lo scorso anno ad esempio ha indetto un bando pari a 6000 euro per quattro master in materie scientifiche e tecnologiche e, all iniziativa "Premi e borse di studio Fiat Chrysler Automobilies", il presidente John Elkan e l'amministratore delegato Sergio Marchionne hanno annunciato che altri 200 premi verranno assegnati agli impiegati di 14 paesi nel mondo dove il gruppo gode di una significativa presenza.

Resta però un dato di fatto: la differenza di standard qualitativi e lo spessore dell'impegno economico che l'azienda ha scelto di mettere in gioco nei i due diversi mercati, quello europeo da un lato  e quello statunitense dall'altro.

E sa da una parte non si può non lodare un iniziativa d'impresa di questo tipo, probabilmente la prima di un azienda (forse ancora per poco) made in Italy,  dall'altra un pensiero inevitabilmente corre alle vicende di Termini Merese, e alla chiusura definitiva dello stabilimento nel 2011, o ad altre riduzioni dei costi come lo spostamento della sede legale in Olanda e del domicilio fiscale in Gran Bretagna.

La polemica è inevitabile, ma il progetto è comunque destinato a fare storia e, chissà, in maniera auspicabile da apripista per i dipendenti del gruppo Fiat Italia.

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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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