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Laureati è meglio!

Il rapporto di AlmaLaurea del 2015 sulla condizione occupazionale dei laureati ci presenta un quadro della situazione che fa ben sperare per il futuro dei giovani italiani. L’Indagine nazionale ha coinvolto quasi 490 mila laureati di primo e secondo livello provenienti da 65 università italiane a distanza di uno, tre e cinque anni dalla laurea. Il tasso occupazionale ad un anno dal conseguimento del titolo si mantiene sullo stesso livello della rilevazione precedente sia per i laureati triennali (66%), sia per i biennali magistrali (70%). Il dato ancora più incoraggiante invece riguarda la lieve contrazione di circa mezzo punto del tasso di disoccupazione per entrambe le tipologie di laurea. diapositiva1diapositiva2 A cinque anni, indipendentemente dal tipo di laurea conseguita, il tasso di occupazione è prossimo al 90%. E’ la palese dimostrazione che il mercato del lavoro italiano è caratterizzato da tempi molto lunghi di inserimento.  A questo proposito è sufficiente prendere in esame l’evoluzione degli esiti occupazionali nell’intervallo tra uno e cinque anni dal titolo. Dall’Indagine emerge infatti che i dottori magistrali del 2009 mostrano un incremento del tasso di occupazione di 12 punti percentuali (dal 74% dopo un anno all’86% dopo 5 anni).   diapositiva3 Gli ultimi dati sono confortanti.  Dopo un periodo buio sembra che finalmente possa esserci un cambio di tendenza, ma non possiamo permetterci di dormire sonni tranquilli e questo deve essere solo un punto di partenza. In questi anni il mondo del lavoro è stato duramente colpito dagli effetti negativi della recessione, specialmente per quanto riguarda l’assunzione delle fasce d’età più tenere. Lo studio approfondito di AlmaLaurea rivela che il nostro paese ha una notevole carenza di laureati rispetto alla media europea.  Basti pensare che nella fetta di popolazione dai 55 ai 74 anni ben il 66% ha completato tutt’al più la scuola dell’obbligo, mentre la media dell’UE si aggira intorno al 39%. Ne consegue che più di 1/4 della classe manageriale del nostro paese non detiene un diploma superiore, mentre solamente il 25% di essa ha conseguito una laurea (la media europea è 54%, da brividi). Una classe dirigente inadeguata è un problema serio sia per quanto riguarda lo sviluppo di una nazione, sia per quanto riguarda la valorizzazione del capitale umano. Secondo uno studio di Bankitalia nel nostro paese vi è una minore propensione ad assumere laureati da parte dei manager che non lo sono e l’enorme quantità di imprese a gestione familiare, caratterizzate da una scarsa meritocrazia e trasparenza nella fase di reclutamento, rappresentano ancora un insidioso ostacolo per i neolaureati nostrani. Questo porta inevitabilmente i giovani a cercare fortuna oltreconfine in paesi che hanno attuato politiche più lungimiranti (e onerose) nel settore scolastico. Nonostante ciò non è il caso di scoraggiarsi perché in Italia la laurea è ancora un’arma assai efficace contro la disoccupazione: specie nelle fasi congiunturali negative come quella che stiamo vivendo. Il tasso di occupazione dei laureati è pari al 75,7%, mentre per i diplomati si ferma 62,6%.
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Samuele Casadei

Università degli Studi di Milano. Studente di Scienze Politiche. Dietro il tipico tamarro di periferia si cela un sentimentalone amante della poesia e della natura. Ritiene la musica l’arte più incantevole di tutte e si diletta nell’ascolto dei gruppi Indie più disparati. Sa di non sapere, quindi sa.

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