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Lilo e Stitch, film non solo per bambini

A volte, la sera, non si ha voglia di cose troppo impegnative. Perché non un cartone animato? Anche se l’età avanza e non si è più bambini, questo non significa che non si possa guardare, con occhi diversi, film che prima riempivano i pomeriggi di pioggia. Vi stupirete che, essendo cresciuti, alcuni lungometraggi per l’infanzia diranno molto anche a voi, ormai adulti.

Uno di questi casi è il film Disney “Lilo e Stitch”, del lontano 2002 e nominato agli Oscar dello stesso anno (dove però vinse il film dello Studio Ghibli, qui l’articolo http://university.it/miyazaki-e-lo-studio-ghibli).

Ambientato in un’isola hawaiana, racconta la storia di Lilo, bambina orfana di genitori che vive con la sorella Nani e di Stitch, esperimento alieno fuggito che è programmato a distruggere tutto ciò che trova. I due si conosceranno e impareranno a convivere e a creare una nuova famiglia tutti insieme sul principio dell’ohana, con la celebre frase: “Ohana vuol dire famiglia, e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”.

Se la trama – non faccio spoiler sul finale – può risultare infantile e prevedibile, sono i dialoghi e le situazioni comiche che stupiscono anche l’adulto che se ne avvicina dopo tempo o per la prima volta. Lilo viene dipinta come una bambina particolare, aggressiva con le amiche che non la accettano e con comportamenti adolescenziali. Ama i dischi di Elvis Presley e fa foto ai turisti che affollano la spiaggia. Scena emblema è lei che, chiusa in casa con la porta piena di chiodi per non far entrare la sorella, è stesa sul pavimento ad ascoltare The King e dicendo la frase “lasciatemi morire in pace”.

È un film costellato di elementi divertenti: uno degli alieni incaricati di catturare Stitch crede che le zanzare siano una specie in via di estinzione, finché non si trova un nuvolo di insetti addosso. Nella scena seguente è steso con le bende su tutto il corpo, incredulo.

Se una sera non sapete che cosa far vedere a amici e parenti, rispolverate questa cassetta e non ve ne pentirete.

Ultima curiosità: nell’originale era presente una scena in cui Stitch pilotava un jet Boeing 747 attraverso il centro di Honolulu per correre in soccorso di Lilo ma, a seguito dell’11 Settembre 2001, la sequenza venne modificata in lui che guida un’astronave visibile solo per pochi secondi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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