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Malattie della pelle: nuova frontiera per l’Università di Trento

Il Laboratorio di Metagenomica computazionale del CIBIO studia la “materia oscura microbica” per comprendere l’insorgenza di psoriasi e dermatite atopica e trovarne la cura. Il progetto, finanziato dalle Terme di Comano, coinvolge Pediatria dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto e Dermatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Per il lavoro Nicola Segata del CIBIO giovedì scorso a Rotterdam ha ricevuto il Gold Award, premio assegnato e finanziato dalla LEO Pharma Research Foundation

Trento, 14 settembre 2015 – Un gruppo di ricercatori del Centro per la Biologia Integrata CIBIO dell’Università di Trento è al lavoro per dare nuove risposte alle persone affette da malattie delle pelle come la psoriasi e la dermatite atopica. Alla base dello studio c’è la “materia oscura microbica” ovvero la massa di cellule microbiche (principalmente batteri e funghi) che vive sulla cute sana. L’obiettivo è verificare l’ipotesi che queste cellule possano avere un ruolo nell’insorgenza, nella gravità e nella curabilità di tali malattie.

Nicola Segata, responsabile del Laboratorio di Metagenomica computazionale del CIBIO, spiega: «Un’ampia frazione della massa di cellule microbiche che alberga nel nostro organismo (dal 90% al 99% del totale) è rimasta pressoché sconosciuta perché tali organismi non possono essere coltivati in vitro e, di conseguenza, la loro caratterizzazione finora non è stata possibile. L’avvento della prima generazione di tecniche metagenomiche (non basate sulla coltivazione) avvenuto negli ultimi anni ha permesso di studiare questa massa microbica in vivo e ha quindi reso possibile lo studio della sua enorme parte “nascosta”. I primi studi hanno evidenziato la connessione tra le comunità batteriche che colonizzano la cute e il manifestarsi di malattie infiammatorie croniche come la psoriasi e la dermatite atopica. Il recente avvento della seconda generazione di tecniche metagenomiche sta rendendo possibile questo studio con una precisione ancora maggiore».

«I primi risultati della ricerca che stiamo svolgendo – riprende Segata – suggeriscono che una diminuita biodiversità microbica e specifiche sue configurazioni siano correlate all'andamento clinico della psoriasi. I microorganismi presenti nelle placche psoriasiche comprendono anche virus e funghi, alcuni dei quali non ancora studiati. Tali organismi appartenenti alla cosiddetta “materia oscura microbica” potrebbero avere un ruolo rilevante nella psoriasi e sono in fase di analisi tramite metodi di sequenziamento. Inoltre, l'analisi a livello di ceppo dei batteri più abbondanti evidenzia specificità individuali ovvero ogni persona potrebbe avere una suo particolare corredo».

Tali risultati preliminari e il lavoro di sviluppo di strumenti computazionali per l’analisi di dati metagenomici hanno portato all’assegnazione del Gold Award di 140 mila euro a Nicola Segata. Il premio viene assegnato ogni anno a «talentuosi giovani ricercatori come riconoscimento del loro contributo eccezionale per la scienza» segnalati dalla Società Europea per la Ricerca Dermatologica (European Society for Dermatological Research - ESDR) ed è finanziato dalla LEO Pharma Research Foundation. Il premio è stato consegnato a Nicola Segata giovedì scorso a Rotterdam durante la presentazione dei risultati dello studio trentino alla conferenza di ESDR e sarà utilizzato per incrementare la ricerca sulle malattie cutanee.

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