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Massimo Ferrero: forse il pazzo non è lui

“A Moratti gliel'ho detto “Caccia via quel filippino”. “Lotito? Quando c’è un funerale vuole fare il morto, quando c’è un matrimonio vuole fare lo sposo”. Questo è, in due parole, Massimo Ferrero. In pochi mesi ha ribaltato il campionato italiano, ma onestamente, quanti lo conoscevano prima? Il produttore cinematografico nasce a Roma nell’agosto di 64 anni fa, con la maggiore età si addentra nel mondo dello spettacolo senza più uscirne. Nella sua carriera ha prodotto circa 40 film, il primo, con l’aiuto del regista Fondato, viene diffuso nel 1974, poi inanella una serie di collaborazioni con diversi registi tra cui anche alcuni mostri sacri come Sergio Castellitto e Tinto Brass. Negli anni ’90 acquista 60 sale cinematografiche e dà vita al Ferrero Cinemas Group. Infine, come ormai è noto, nel giugno 2014, acquista la Sampdoria da Riccardo Garrone per 15 milioni, ossia l’ammontare dei debiti del club genovese. Dopo i numerosi acquisti tra mercato estivo e invernale (solo a gennaio spesi circa 35 milioni) si diffonde una domanda: “Ma i soldi Ferrero da dove li prende?” Ecco che allora spunta la notizia che sia in affari con un imprenditore genovese emigrato in Nigeria, tale Gabriele Volpi, leader nel settore della logistica petrolifera e già proprietario dello Spezia e della Pro Recco (pallanuoto).  Ma sia Volpi che Ferrero smentiscono: "i soldi li ho fatti con i film, lo giuro su mio figlio” tuona l’attuale presidente blucerchiato. I conti tornano? Non si sa. Al momento, nessuna indagine è in corso e tutto ciò che trapela è solo alla stregua di un pettegolezzo. Ma il personaggio, resta. Sì, perché Ferrero non è solo un pazzo che urla in televisione e balla in tribuna. Ferrero è un uomo che per l’alluvione di Genova ha smobilitato la FIGC e la maggior parte dei presidenti della Serie A e ha dichiarato che avrebbe controllato, in prima persona, che i fondi arrivassero a chi davvero ne aveva bisogno. Ferrero è un uomo che, per la partita del campionato Primavera di sabato tra Sampdoria e Parma, ha offerto ogni tipo aiuto ai ragazzi emiliani per organizzare la trasferta e non lasciarli soli, vista la situazione economica critica del club parmense. Ferrero avrebbe potuto stare zitto, come quasi tutti gli altri presidenti, avrebbe potuto vincere la partita a tavolino 0-3, ma non l’ha fatto. Ha pagato e sostenuto la squadra allenata da Hernan Crespo per permettere il regolare svolgimento della partita, perché sapeva che era giusto così. E allora, perché considerare Ferrero solo un pazzo scatenato e porre la solita obiezione “Sì ma di sicuro c’è sotto qualcosa…”? Perché non mettere in risalto anche il lato umano di Ferrero, davvero molto raro in questo calcio malato? Perché, per una volta, non buttarsi alle spalle tutti i dubbi e credere che non sia davvero solo uno squilibrato che fa da prestanome a chissà chi? Forse, alla fine, avranno ragione i malpensanti. Ma forse no.
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