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Milano o Torino: quale futuro per il Salone del Libro?

In questi giorni si discute molto su quale futuro si prospetti per il Salone del Libro. Non si tratta di previsioni incerte sulla sempre minor quantità di partecipanti e la drammatica ipotesi della fine dell’era del libro, si tratta più che altro del progetto dell’Aie (l'associazione degli editori), che con la nuova presidenza di Federico Motta, vuole portare il Salone alla Fiera di Milano.

Sabato 9 luglio, all’assemblea del PD, Piero Fassino aveva lanciato l’allarme sull’ipotesi di scippi da parte di Milano. Il giorno successivo il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, afferma: "Ho sentito parlare di questa idea, non nuova, di far nascere a Milano un Salone del libro che di fatto si sovrapporrebbe con quello di Torino. Vedrò giovedì il presidente  dell'Aie Motta e certamente parleremo anche di questo".

Non si tratta di una novità quindi, ma di voci e di rumors che si ricorrono da tempo e che ipotizzerebbero lo spostamento del Salone del Libro dal suo luogo d’origine alla Fiera di Milano. Molti la definiscono una frattura non tanto a livello di partecipazione e affetto, quanto sul piano economico e gestionale.

Si tratta comunque di voci, come già detto. A confermare che non è stata ancora presa nessuna decisione a riguardo è proprio il ministro Franceschini che dichiara: “Tengo a ribadire che l’entrata del governo, attraverso Mibact e Miur, nel salone di Torino mantiene tutta la sua validità e conferma che la nostra intenzione è di investire sul salone di Torino e di rafforzarlo per quello che già è da anni, come punto di riferimento nazionale. Rispetto ovviamente l’autonomia degli editori, ma sarebbe davvero utile che anche l’Aie convergesse su questa scelta”. Il ministero dei Beni culturali e del turismo sembra ribadire dunque l’importanza e l’impegno nei confronti di Torino, dove tra l’altro è già partita una task force che attraversa tutte le forze politiche in difesa dell’evento che per anni ha dato lustro alla città.

La questione è stata affrontata anche con la neo sindaca Chiara Appendino che commenta:  "Il Salone del Libro rappresenta una ricchezza e una risorsa per Torino e per tutto il territorio. Siamo contenti che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Miur siano al nostro fianco insieme alla Regione Piemonte, a Banca Intesa San Paolo e all'Aie affinché il Salone del Libro resti a Torino".
È concorde anche il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, e l'assessore alla Cultura, Antonella Parigi, che in una nota hanno scritto: "L'ormai trentennale storia del Salone del Libro ha reso Torino l'indiscusso punto di riferimento nazionale della promozione della letteratura e della valorizzazione dell'attività editoriale. Un patrimonio collettivo che ha trovato quest'anno un ulteriore consolidamento nell’ingresso […]. Il Salone del Libro di Torino è un valore per Torino, per il Piemonte e per il Paese, su cui è piuttosto necessario lavorare congiuntamente per renderlo ancor più solido e condiviso, evitando la dispersione di energie e opportunità. Si ritiene pertanto urgente, in accordo con la Città di Torino, la convocazione di un incontro in cui aprire un dialogo costruttivo con l'Aie".

Tutto sembra portare alla conclusione che il Salone del Libro non si muoverà da Torino, sua città storica per eccellenza, ma staremo a vedere che decisione verrà presa nei prossimi giorni

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Miriam Tagini

Università Cattolica. Studente di Linguaggi dei Media. Ritardataria e sognatrice di professione. Determinazione è la mia parole d'ordine. Sono convinta che ognuno di noi, anche se nel proprio piccolo, ha le potenzialità di stravolgere la propria vita e cambiare il mondo. Mi piace essere circondata di parole, con le quali cerco di raccontare la realtà che vivo quotidianamente. Cosa voglio fare da grande? La giornalista, ovvio.

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