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Misandria: 50 sfumature di rosa salmone

Oddio! L hai visto quello? Come si fa ad indossare una polo rosa? Addirittura con il colletto alzato! Orrore! Da inserire nella lista. Sono ormai diversi anni che elaboro mentalmente una lista di uomini che, avendo una serie di caratteristiche o peculiarità, vengono automaticamente classificati come poco interessanti e mai, per nessun motivo, frequentabili. All’inizio sembrava un gioco, poi, con il tempo, la lista è diventata sempre più lunga e oggi a fatica si riesce a trovare qualcuno che non ne faccia parte. Vengono così automaticamente bandite le seguenti categorie: 1. L’HOMME FATAL I modaioli, gli amanti dei colori sgargianti, gli uomini che fanno il risvolto in fondo ai pantaloni e quelli che vanno dall’estetista per depilarsi (ma anche quelli che preferiscono farlo da se). Gli uomini che indossano anelli o gioielli in generale. Quelli che comprano Men’s Healt. (No dai, Men’s Healt no!) I radical chic, quelli che tengono gli occhiali da sole anche nei posti chiusi e quelli che hanno sempre l’ultimo modello di cellulare che squilla in continuazione. Quelli con il bluetooth sempre attaccato all’orecchio e quelli che parlano di mood, cocktail, brunch, party, da consumare tutti rigorosamente in Corso Como. 2. GLI ESPERTI I palestrati, i ciclisti con le loro tutine sgargianti, così ridicoli e ingombranti, (un astio particolare soprattutto per quelli della  domenica mattina). I ballerini di balli caraibici, gli sciatori, gli snowboarder così poco solidali e sempre pronti a ridicolizzare i novellini. I collezionisti tutti, i meccanici, i giocatori di giochi di ruolo, i nerd, gli amanti del bricolage, gli appassionati di motori per cui c’è sempre un ultimo giro o una gara da vedere.. 3. UN UOMO UNA DOTTRINA I religiosi di ogni tipo, i boriosi, quelli che hanno “i giri giusti”, gli avvocati, i razzisti, tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, quelli con i tatuaggi sulle mani. I leghisti. Gli amici dell’ambiente ad ogni costo. I troppo vecchi che disprezzano ostinatamente le nuove generazioni e i troppo giovani che non hanno rispetto per quelle vecchie. Quelli che fanno le cose “per principio”. Gli esaltati, i guasconi, le “prime donne”. 4. I SENZA ARTE NE PARTE Chi non legge, chi non ascolta musica, chi non ama gli animali. Quelli che parlano con neologismi, aforismi e metafore. Ma anche quelli che non parlano correttamente l’italiano, quelli che parlano solo in slang o in dialetto. Quelli di larghe vedute, per cui tutto è tollerabile e accettabile ma anche i fatalisti, quelli che “doveva andare cosi”. I volgari, i cafoni, gli inopportuni, quelli che parlano poco e che spesso quando parlano sbagliano. I cinici e i buonisti ma anche quelli che non prendono mai posizione: gli ignavi. 5. I “SEI CIO’ CHE MANGI” Quelli che fanno rumore mentre mangiano, chi non ama il vino rosso, i vegetariani, i vegani, i crudisti, quelli che conteggiano le calorie di quello che mangiano e quelli che fanno colazione con le uova. Chi non mangia quello che non conosce, quelli “solo dieta mediterranea”, quelli per cui niente sushi, ne cous cous, ne tortillas. Quelli che levano il grasso al prosciutto, e che bevono intrugli energetici. Quelli che mangiano solo ad orari stabiliti. 6. IL DEUS EX EGO Quelli che parlano “per esperienza”, quelli che non ascoltano perché non ne sono capaci, perché sono troppo impegnati a pensare cosa dire quando verrà il loro momento di parlare. I burocrati e quelli che in macchina: non si mangia, non si fuma, non si fa l’amore! I superficiali, gli arroganti, i metodici, perché “esiste un solo modo di fare le cose, quello giusto”. Quelli che escludono qualcosa a priori (soprattutto i film) e quelli che devono avere sempre l’ultima parola su tutto. 7. Il FAMILY MAN I mammoni, ma anche chi non ha il senso della famiglia e degli affetti. I figli unici ma anche quelli con molti fratelli (più di 3) o comunque quelli con famiglie troppo numerose o allargate. Quelli che fanno la spesa tutti i giorni, ma di più quelli che la fanno solo la domenica. Quelli che vanno al cinema con le fidanzate a vedere i film romantici, che ti comprano le rose ad ogni anniversario e quelli per cui “sei una donna, pago io”. Apprezzo le sfumature. Chi ha imparato che la vita non è bianca o nera. Ne giusta o sbagliata. Apprezzo chi si impegna a migliorare la sua condizione, ma rispetto chi invece, senza servilismo, accetta la propria realtà con dignità. Non sono giudizi. Sono opinioni. Amo chi riesce a farsi un opinione libera dagli insegnamenti, dalle dottrine, dai principi e dagli ideali. Bisogna essere sempre pronti a cambiare idea. Magari un giorno, il mio fidanzato, indosserà una polo rosa, con il colletto tirato in alto. (Ma anche no)
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Francesca

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Politiche Internazionali. La musica rock. Ballare sotto la pioggia. Una birra con gli amici. Un giro in bicicletta il giorno prima del tuo compleanno. La Juve che vince in Champions. The joints. Il post-sbornia nelle lenzuola pulite. Un tuffo dallo scoglio più alto. La risata di mia mamma. Dormire fino a tardi senza sentirsi in colpa. Il poker del lunedì. Cantare in macchina a squarciagola. Io e il mio cane al parco la domenica pomeriggio.

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Via https://www.forbes.com

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