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Miyazaki e lo Studio Ghibli

Sicuramente tutti hanno visto o sentito nominare questo studio cinematografico nipponico, creatore di lungometraggi famosi anche in occidente, come Il castello errante di Howl, La città incantata o Il mio vicino Totoro.

La sua reale fondazione risale al 1985 quando, dopo un periodo di lavoro su alcune produzioni televisive – Anna dai Capelli rossi e HeidiIsao Takahata e Hayao Miyazaki decisero di continuare la collaborazione e  iniziare la creazione di lungometraggi. Il primo, realizzato nel 1982 e galeotto per il loro rapporto lavorativo, fu Nausicaa e la valle del vento.

Se i loro primi lavori ebbero un modesto successo ai botteghini giapponesi e acclamati dalla critica, nel 1989 con Kiki consegne a domicilio ebbero il boom di incassi, proporzionale all’investimento maggiore nella produzione dei loro lavori.

Trampolino di lancio per la fama anche in Occidente fu Princess Mononoke, nel 1997, Il castello errante di Howl e La città incantata che, nel 2003, vinse anche l’Oscar come miglior film d’animazione.

Da allora le loro produzioni arrivano anche in Italia, come il recente Si alza il vento, del 2013.

Sono sì film d’animazione, ma da non confondere con l’idea che noi abbiamo della categoria, riconducendoli a film per bambini. Lo studio Ghibli è, a tutti gli effetti, una casa di produzione di pellicole per tutti, soprattutto per adulti. Sono infatti film con tematiche tipicamente orientali quali mitologia, tradizioni e spiriti magici. Forse è proprio per questo che attirano giovani e adulti, perché sono composti da una moltitudine di particolari e riferimenti a una cultura a noi lontana. Per capire appieno i loro film, infatti, è necessario guardarli più volte, anche per gustarsi il disegno tipico dello stile degli anime e dei dialoghi, sempre profondi e affascinanti.

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Isabella Gavazzi

Università degli Studi di Milano - Arriva dalla verde Valtellina, da tre anni fuori sede nella grande Milano. Al primo anno di Scienze della Musica e dello Spettacolo, è appassionata a tutto ciò che questo campo comprende. Suonatrice di sax a tempo perso, sogna di avere giornate di 48 ore, in modo da fare tutto quello che le piace. Scrivere, andare a teatro, ascoltare musica: ecco cosa vuole fare da grande.

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