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Modì

https://www.youtube.com/watch?v=JG5bjvIy3SA

Si adagia la sera
su tetti e lampioni
e sui vetri appannati dei bar
e il freddo ci mangia
la mente e le mani
e il colore dell'ambra dov'è?
ripensa alla luce
e al sole d'Italia
che Dante d'autunno cantò

che io sto vicino a te
e tu sai perché
stai vicino a me
questa notte e domani se puoi

ricordi via Roma
la luna rideva
lì ti ho scelto e voluto per me
mi guardavi e parlavi
dei volti tuoi strani
degli occhi a cui hai tolto l'età
e ora si scioglie la sera
nei pernod, nei caffè
nei ricordi che abbiamo di noi
per amore tradivi
per esister morivi
per trovarmi fuggivi fin qua
perché Livorno dà gloria
soltanto all'esilio
e ai morti la celebrità

ma io sto vicino a te
in silenzio accanto a te
stai vicino a me
questa notte e domani se puoi

questa notte e altre notti
verranno anche se
non sentiremo ancora cantar
ascolteremo la pioggia
bagnarci i colori
e mischiare i miei pensieri nei tuoi
ormai è l'alba e ho paura
di stare a restare
da sola a scordarmi di noi

e allora sto
vicino a te
anche se non vedi che
io son qui vicino a te
questa notte e domani
sarò...

Ed è sugli struggenti versi di Vinicio Capossela che introduco l’argomento di oggi: Amedeo Modigliani, pittore acclamato solo dopo il suo prematuro decesso, personaggio che visse una vita costellata di dolore, passione e vizi.

Nacque a Livorno, il 12 luglio 1884, quarto di una famiglia ebrea sull’orlo di una crisi finanziaria. Nonostante cio’ la madre, appassionata, lo educa e lo inizia alla sua carriera di artista,che nasce come macchiaiolo e fiorirà effettivamente quando Amedeo entrerà in contatto con la scuola veneziana, che lo folgora con la bellezza del corpo femminile.

Sebbene la tubercolosi lo stroncò molto presto, riuscì a trasferirsi a Parigi grazie allo zio e, nella capitale europea dell’arte,Amedeo inizia la sua attività di artista. Si fa largo nel palcoscenico francese, trova un agente e conosce, nei bassifondi della capitale francese, artisti del calibro di Picasso Derain e Rivera, con i quali si intrattiene in folgoranti discussioni. Nel primo Novecento inizia ad esporre; la sua carriera sembrerebbe decollare ma un carattere difficile, una salute cagionevole e l’alcool, portano l’artista a muoversi tra Livorno, la calda città natale, e Parigi, dove conosce nel 1917, in uno dei periodi piu’ felici della sua carriera, Jeanne Hebuterne, allora diciannovenne studentessa di arte, donna passionale e dalla quale il pittore non si separerà piu’. Da lei avrà solo una figlia, Jeanne. Il secondogenito non nascerà mai, dal momento che la donna si suicidò tragicamente al’ottavo mese di gravidanza, il giorno dopo il decesso del compagno, nel 1920.

 

La produzione artistica di Modigliani, vasta ma dolorosamente interrotta dalla sua morte, vede un ingente numero di ritratti, nei quali si palesa l’intimo pensiero del pittore. Ammirandone le opere, i volti, i tratti, le tinte, si puo’ senza difficoltà immaginare il pensiero antistante, comprendere l’eredità da lui lasciataci. Gli sguardi dei personaggi nelle sue tele, cosi inaccessibili e affascinanti richiamano l’idea che in realtà siano tutti soggetti che non hanno la necessità di aprirsi allo spettatore, bensi quella di guardaree entro loro stessi, chiudersi nella loro incantatrice intimità, senza lasciare spazio a nessun altro. Si è cio’ che si appare, ma nel contempo si è cio’ che si sente, motivo per il quale il pittore sottolinea questo con un occhio chiuso e un occhio aperto, con occhi neri, con occhi che entrato nello spettatore e non vi escono piu’.

Non vi sono gli eccessi della sua vita entro i suoi quadri, ma vi sono personaggi chiusi nel loro passato, chiusi nelle loro vite di eccessi, di passioni rotte, di nero e di notte.

Qualora passaste per Genova e aveste voglia di tuffarvi non nel mare ma nell'arte di Modì sappiate che è possibile farlo, fino al 16 luglio, presso il Palazzo Ducale di Genova. Sono infatti esposte una sessantina di opere che illustrano la sua evoluzione di pittore e uomo straordinari.

https://www.youtube.com/watch?v=ZvRU3bLAzUk

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