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MONTEREY "pop" FESTIVAL: LA CULLA DEGLI IDOLI DELLA MUSICA

 

Siamo nel 1967, la consacrazione della “summer oflove”, l’estate dell’amore che trasformò la California nella capitale mondiale del Libero Pensare, di un mondo utopico  che si nutre di Rock, pace, amore e musica.

Era l’estate delle congregazioni giovanili, uniti dal potere degli acidi e della non violenza, nonché la predominanza dell’amore libero.

Furono proprio loro che inaugurarono la “Wegeneration”, la generazione del “noi”, la generazione al plurale. L’aggregazione era tutto, come l’appartenenza a quell’anticonformismo che in realtà avvicinava e per certi versi conformava quei giovani. 

“Dobbiamo ribaltare il mondo!” “dobbiamo rovesciare la storia!” , dicevano.

E proprio in questo fatidico anno, inizia il padre dei più grandi festival della storia,precursore di Woodstock, due anni più tardi, il Monterey Pop Festival, organizzato dal produttore discografico Lou Adler e dai cantanti Michelle e John Phillips dei Mamas and Papas che, parliamoci chiaro, di pop aveva ben poco!

Il movimento hippie era ai suoi albori ed era tutto ancora da vivere!

 

Tutti si esibirono gratuitamente, ad eccezione di RaviShankar, certamente non il nome più luminoso in scaletta!

Il biglietto costava un dollaro e tutto il ricavato andò in beneficenza.

 

Si distinsero infatti diversi artisti e debuttarono al grosso pubblico due in particolare: Janis Joplin, ragazzetta texana con una voce graffiante e dirompente dai toni neri del blues, richiamata poi il giorno successivo dopo aver visto di cosa era capace,

Jimi Hendrix, non penso si debba aggiungere altro: il pubblico di Monterey sgomento, con gli occhi fissi su quella Fender Stratocaster maneggiata come un dio.

Fu proprio sul finale di “Wild thing che fece il gesto che lo rese famoso e immortale, l’immgineintramontabile del dar fuoco alla sua chitarra.Quel gesto rivoluzionario, unico,ricco di pathos che racchiudeva lo spirito di Hendrix.”Wild thing” appunto, non ci sarebbero parole migliori.

Il terzo nome era quello di Otis Redding, unico artista blues del concerto, alla sua prima esibizione presso un pubblico bianco, fatto da non sottovalutare in quegli anni.

Parteciparono inoltre molti rivoluzionari della storia del rock come i Grateful DeadWhoByrdsAnimalsBuffalo SpringfieldSimon and Garfunkel e Jefferson Airplane.

La dolce culla della musica, ormai radicata nella storia e intramontabile, il Monterey Pop Festival rimarrà indelebile e imparagonabile in tutta la sua unicità.

Veronica Perazzolo 

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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