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OCCIDENTALI'S KARMA

Francesco Gabbani è un cantautore e polistrumentista toscano. Nasce a Carrara nel 1982 e si avvicina al mondo della musica da piccolissimo complice anche il fatto che la sua famiglia possiede l’unico negozio di strumenti musicali della città. All' età di 4 anni inizia a battere i primi colpi di batteria, a 9 anni incomincia a studiare la chitarra e trascorre poi l’adolescenza in un vortice emozionale che gli fa capire che esprimersi con la musica è la sua ragione di vita. 

Alla sua seconda apparizione al festival di Sanremo, quest’anno il suo tormentone haconquistato il podio della città dei fiori portandolo alla vittoria, superando in finale Fiorella Mannoia e Ermal Meta.

La pioggia di critiche nei confronti della sua vincita è tutt’ora all’ordine del giorno: “la canzone della scimmia”  “ un motivetto senza senso” “sembra che abbiano pescato le parole da un’ampolla”, si legge sul web.

Ahimè mi spiace deludervi ma oltre alla rima facile e al motivo orecchiabile nulla è lasciato al caso in questo brano.

La prima cosa che ho pensato nel guardare Gabbani è stata “ ma che cosa sta facendo? E quel maglione ?”.

Mi sono dovuta ricredere: tutto sta a significare, con un’abbondante dose di ironia, la mercificazione delle filosofie orientali con annesse pratiche “new age”.

Il maglione di Gabbani lo dimostra egregiamente, infatti il colore arancione rappresenta per eccellenza la nuance dell’energia cosmica orientale, indossato dai santoni buddhisti.

I suoi versi raccontano il modo in cui noi occidentali “scimmiottiamo” lo stile di vita orientale, cavalcando l’onda di questa moda passeggera fatta di mandala, yoga e  bindi sulla fronte con la speranza di trovare una suddettapace interiore.

Il brano inoltre è ricco di giochi di parole e citazioni filosofiche: da Nietzsche a Marx al buon vecchio Eraclito con il suo “Panta rei” ovvero “ tutto scorre”.

Il filo conduttore è senza dubbio un’ironica nonché acuta critica verso i “tuttologi del web”, ossessionati dall’apparire sui social sfornando in continuazione immagini fittizie della propria vita  (essere o dover essere\ il dubbio amletico) .

La “scimmia nuda” che balla sul palco è la chiave di volta di questo excursus nonché chiaro riferimento allo zoologo Morris, che definì l’uomo come una scimmia senza peli che in questo caso si abbandona pedissequamente alle correnti modaiole. Nulla di più azzeccato, oserei dire! 

   Veronica Perazzolo  

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Veronica Perazzolo

Un'artistoide dall'indole nomade . Non amo la caoticità della città, vivrei perennemente a piedi scalzi, con la biografia di qualche veterano della " summer of love" e Neil Young in sottofondo. Non amo calpestare lo stesso suolo troppo a lungo. Filosofa a tempo perso e cantante soul a tempo.. indeterminato. Vivo tra l'Italia e l'Australia da cinque anni, sempre alla ricerca di quelle " Good Vibes" tra concerti, festival e amicizie singolari. Sono sempre più convinta di essere nata nell'epoca sbagliata. Gli anni 70 avrebbero fatto più al caso mio.

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