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Performance. Marina Abramovic

 

Il ventesimo secolo, come è noto, ha sconvolto su molteplici versanti il mondo antecedente: guerre,musica,tecnologia,moda,fotografia e arte.

Nel secolo scorso,infatti, lo scenario artistico si apre a non poche tematiche fino ad allora impensabili,le quali hanno contribuito a un'evoluzione e una trasformazione straordinarie, oltre che inedite. Basti pensare a Jackson Pollock e il dripping,Wharol e la Factory, Picasso e il Cubismo, solo per citarne alcuni dei grandi artisti che hanno radicalmente stravolto la concezione di arte fino ad allora intesa. Un interessante ramo che ha avuto modo di svilupparsi è stata la perfomance, ossia l'arte che, come lo dice la parola stessa, viene compiuta. In questa l'artista si fa opera d'arte, si fa oggetto stesso di opera d'arte, coinvolgendo in un modo del tutto inedito il pubblico, che non viene più chiamato a contemplare, bensì a partecipare.

 

La madrina di questa particolare modalità espressiva è Marina Abramovic, donna e artista straordinaria, nata nel 1946 a Belgrado e poi naturalizzata statunitense. Nel suo perocorso artistico, tuttora attivo, Marina ha sempre cercato di coinvolgere nel concetto di arte elementi considerati fino ad allora collaterali, come la sperimentazione di sensazioni sul proprio corpo, al fine di trasmettere idee, immagini e spesso messaggi politicamente impegnati.

La sua è una ricerca di sensazioni, di percezioni, ottenute empiricamente, adottando una ripetizione quasi ossessiva di movimenti appartenenti al nostro quotidiano. Attraverso semplici gesti l'artista è in grado di raggiungere l'estatsi, il dolore assoluto, l'estremo sfinimento o l'ultimo grado di piacere.

 

I suoi "Rithym", annoverate come le prime opere dell'artista, la vedono impegnata nel portare il proprio corpo ai limiti della sopportazione del dolore, al limite fisico di sopravvivenza.

E se le sue performance risultino all'occhio dei più come un atto di autolesionismo più che una forma d'arte, non è così poichè vi è l'intimo e il più fervido desiderio di mostrare l'esplorazione delle potenzialità umane a un pubblico non avvezzo a questo genere di cose.

 

Rithym 0: https://vimeo.com/71952791

Art must be beautiful, Artist must be beautiful (1975): https://www.youtube.com/watch?v=7kXnrVDxtyc

 

Oltre alle opere più radicali, Marina ha sviluppano intressantissime performance-denuncia le quali riportavano, con lei e i suoi movimenti, realtà tragiche dimenticate dal mondo occidentale. È il caso di Balkan Baroque, che le valse il leone d'oro alla Biennale di Venezia del 1997, nella quale per tre giorni consecutivi l'artista sul palcoscenico illuminato da due schermi con immagini dei suoi genitori, sedeva su una pila di ossa di animali che puliva della carne rimasta. Allo stesso tempo raccontava la legenda del lupo rosso che mangiava animali della sua specie quando aveva paura. Un brutale schiaffo alla cultura occidentale, dimentica degli orrori della guerra in Jugoslavia.

 

https://www.youtube.com/watch?v=gbswpr7ibBA

 

Oltre ad essere una dei più importanti esponenti della body art, Marina Abramovic è una donna ricordata per il suo forte legame con Ulay, artista tedesco conosciuto ad Amsterdam engli anni 70. il loro legame è stato forte sia dal punto di vista sentimentale che professionale, sebbene sia finito. Non a caso, le più celebri opere di Marina contemplano la partecipazione del compagno, con cui visse per numerosi in un furgoncino, viaggiando.

In questo video vi è un'interessante intervista della coppia: https://www.youtube.com/watch?v=R6hO67Bdh18

Nei link, alcune delle loro più celebri performance in coppia.

Relation in space(1979): https://www.youtube.com/watch?v=_dCIa8n0HZQ

Relation in time(1977): https://www.youtube.com/watch?v=1sRSoGAc3H0

https://www.youtube.com/watch?v=t-j0Ey2O4HU

The Other. Rest energy (1980): https://www.youtube.com/watch?v=QcaaVZrUC44

 

Gli scorsi anni, inoltre, Marina è stata la protagonista di un'affascinante performance al MOMA di New York, intitolata "The Artist is Present". Essa, dalla quale è stato estratto un film dal titolo omonimo, consisteva nella strenua presenza dell'artista in una stanza, davanti ad un tavolo, per circa 14 ore al giorno. Il pubblico aveva l'occasione di sedersi davani a lei e gurdarla negli occhi, per un tempo indefinito, lasciando che le emozioni prendessero il sopravvento. Nel film, il quale mostra le reazioni dei presenti, è affascinante, vedere come Marina cambi, si emozioni, partecipi con tutta se stessa in ogni momento. Toccante è il suo incontro con Ulay, che a sopresa comparve dopo anni di lontananza davanti a lei ( https://www.youtube.com/watch?v=OS0Tg0IjCp4 ).

 

Su Marina Abramovic non basterebbero pagine e pagine per descrivere il suo apporto al patrimonio artistico mondiale e il suo lavoro che tuttora compie. Se vi venisse voglia di esplorare più approfonditamente sappiate che in questo periodo una ricca retrospettia dell'artista è visitabile al Moderna Museet di Stoccolma.

 

(Se invece non vi fosse prossibile la proposta svedese, vi consiglio un altrettanto itinerante viaggio nel sito del MAI, Marina Abramovich Institute: https://mai.art/ ).

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