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Quando la violenza è nel mondo delle studentesse

Le notizie di violenza sulle donne si susseguono con preoccupante costanza nel quotidiano, eguagliate dalla caratteristica di essere troppe ed assolutamente troppo dolorose. 

Si tratta di una situazione che coinvolge l'intero universo femminile, ma nella cronaca attuale spicca la figura di una studentessa fresca di giovinezza con una pila di libri in mano, degli appunti e post-it da imparare velocemente per un esame. Dall'università non si può non pensare allora che è tua coetanea e che avrebbe potuto essere seduta vicino al tuo posto durante una normale lezione in università. Pensi che anche lei poteva aver paura di quell'esame difficile con così tanti libri da preparare, anche lei poteva essersi lamentata dello sciopero di settimana scorsa e magari anche lei una volta ha saltato la lezione con il primo caldo dell'anno.

Siamo sempre convinti che si tratti di una realtà a noi lontana e che mai accadrà proprio a noi perchè saremo sempre in grado di porre dei limiti a tali orrori, ma sono invece realtà che inondano il nostro quotidiano, immagini forti che accadono nel luogo dove noi stessi abitiamo e che arrivano con immediatezza e senza filtri mentre prendiamo un mezzo pubblico o mentre andiamo a lavoro. 

Le scene si fanno vivide in noi: ci sono delle mura domestiche nelle quali vengono soffocate delle urla mentre l'esterno chiede con fermezza che queste tragedie vengano interrotte attraverso campagne pubblicitarie e con i centri d'assistenza che offrono un aiuto immediato a queste vittime. 

Si viene a conoscenza di dettagli non richiesti dell'orrore successo, ogni tuo dispositivo elettronico ti rende partecipe del dibattito in corso. Il dolore e l'angoscia di una sconosciuta diventa improvvisamente tuo mentre gli interrogativi si fanno prepotenti e non lasciano pace.

Sappiamo che l'amore non ha nulla a che fare con la prepotenza e la violenza. Il controllo e l'ossessione non fanno parte d'una relazione degna di questo nome ed in questi giorni più che mai ci si chiede allora con rabbia ed ostinazione come possano accadere questi crimini. A pensarci è normale pensare di opporsi ad un quotidiano diventato giorno dopo giorno un tunnel di orrori denso di minacce, provocazioni ed aggressioni.

Se per Isaac Asimov "La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci” oggi diveniamo tutti incapaci nel trovare parole adatte per descrivere questa realtà potendo solo sperare che a questo dramma venga finalmente posta sopra la parola "fine".

 

 

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Greta Joyce Fossati

Università degli Studi di Milano - In formazione. Studio Beni Culturali alla Statale. Ex backpacker adottata dall'Australia per un anno. Sono vegetariana e curo due bimbi bellissimi. Scrivo della mia realtà universitaria, di arte, drammaturgie partigiane e dialoghi tra antichi filosofi e bambini nei nostri mari odierni.

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