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Referendum del 17 aprile: il nostro ruolo e i vantaggi dell’energia alternativa

Al referendum del 17 aprile gli elettori saranno chiamati a scegliere su una questione particolarmente tecnica: ad essere sottoposta ad abrogazione è la frase pertinente alla “durata di vita utile del giacimento”.

In altre parole, gli elettori dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare – entro le 12 miglia dalla costa – debbano durare fino all’esaurimento del giacimento come previsto dalla legge, oppure, se il referendum approverà l'abrogazione, questi “titoli” giungeranno alla scadenza prevista senza poter essere rinnovati. Le strutture, dunque, in caso di vittoria del sì, verranno smantellate una volta scadute le concessioni, ma ciò avverrebbe comunque in tempi abbastanza lunghi: la chiusura della prima trivella avverrebbe tra due anni, mentre per l’ultima dovremo aspettare 18 anni.

Ogni singolo voto nel referendum è di fondamentale importanza, poiché per essere valido il 50 per cento degli aventi diritto al voto deve recarsi ai seggi. Per questo è importante dare la possibilità alla maggior parte delle persone di votare. Gli studenti fuorisede hanno diverse possibilità: i loro dati verranno raccolti e, attraverso le regioni, verranno collocati come rappresentanti di lista e in questo modo potranno votare nella loro città universitarie; in alternativa, Trenitalia ha pubblicato degli sconti che arrivano al 70% per chi volesse tornare a casa a votare. Fino al primo di aprile l’operazione di raccolta dati poteva avvenire tramite form online in cui venivano raccolte le informazioni degli studenti, adesso è necessario contattare autonomamente chi di dovere, come l’UDU (attenzione, non sempre si ottiene risposta! Quindi conviene informarsi e capire chi sia il referente territoriale) oppure Studenti Per l’Ambiente, che in questa pagina ha già tutti i nomi, i numeri e le e-mail dei referenti delle città in cui opera. Una volta capito dove mandare i propri dati, compito che si è rilevato piuttosto arduo, il gioco è fatto: basta mandare nome, cognome, e-mail, domicilio e residenza.

Delle - molte - ragioni a favore del sì, e di quelle a favore del no è pieno il web. Un particolare aspetto di questo ampio dibattito risulta essere estremamente interessante: la perdita di posti di lavoro qualora vincesse il sì è e una mezza verità, in primo luogo perché abbiamo visto la tempistica del caso, in secondo luogo perché questo potrebbe – e dovrebbe – portare a maggiori incentivi su energie alternative. Numerose sono le possibilità legate a nuovi posti di lavoro e di ricerca che andrebbero a nascere nel caso in cui si decidesse di investire su fonti rinnovabili per puntare all'indipendenza energetica. L’Italia è uno dei paesi europei che più ha puntato sullo sviluppo delle energie alternative, riuscendo in anticipo a soddisfare e superare il 17 per cento di energia prodotta da fonti rinnovabili, obiettivo stabilito dall’Unione Europea e da raggiungere entro il 2020. Bene, dunque, e allora perché fermarci qui? Ci sono altri paesi dell’UE che ricavano già più del 50 per cento da fonti rinnovabili. Lo sviluppo sostenibile crea molti più posti di lavoro rispetto ai combustibili fossili, è quanto sostiene una ricerca svolta da un centro Britannico di ricerca energetica (UKERC). Spostando gli investimenti verso le energie alternative, nel breve e medio termine si creerebbe 1 lavoro per giga watt-ora in più che le energie fossili. L’immagine sul lungo periodo, tuttavia, risulta essere più incerta. Ma nonostante la difficoltà di avere ora un quadro chiaro dei futuri “lavori verdi”, bisogna guardare a come uno sviluppo sostenibile rimodellerebbe l’intera società, che nel suo complesso sicuramente trarrebbe beneficio dal circolo virtuoso creatosi. 

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Martina

Università degli Studi di Milano. Laureata in Scienze Internazionali e Istituzioni Europee. I tulipani bianchi, i laghi, i lamponi, i colori dell’autunno, le tragedie greche, la pizza. Costantemente alla ricerca della leggerezza, adoro leggere, ascoltare e raccontare. Amo la bellezza, che uso come criterio con il quale comporre la mia vita.

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